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Concezioni religiose
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andré




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MessaggioInviato: Gio Mag 23, 18:50:21    Oggetto:  
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le 11 grotte di Qumran con circa 800 frammenti datati fra il III sec a.C. e il I sec. d.C. sono scritti generalmente in ebraico, ma anche aramaico, raramente in greco.
Nel Documento di Damasco ci sono regole strettissime, il Sabato praticamente non bisogna fare nulla, nemmeno aiutare una persona che stesse moreno (ad es. annegando), vi sono regole alimentari, e regole per contrastare le impurità (ad es. di un morto).
C'è anche la "Regola della comunità" e il "Rotolo del Tempio".
Nel"Rotolo della guerra" si parla della guerra fra figli della luce e figli delle tenebre.

Gli studiosi ormai sono concordi nell'affermare che Gesù non aveva avuto nulla a che fare nemmeno con gli Esseni.
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MessaggioInviato: Gio Mag 23, 18:50:21    Oggetto: Adv






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Morya




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MessaggioInviato: Gio Mag 23, 21:08:39    Oggetto:  
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Che gi studiosi abbiano detto ( quali ? ) che il Maestro Gesù non ha avuto mai a che fare con gli Esseni è un’affermazione che non condivido assolutamente. Ce ne sono, eccome di ricercatori che affermano chiaramente che Gesù fu uno di loro…
Forgione ad esempio e anche suo fratello. Se ne potrebbero citare altri. Basta documentarsi in Rete
Forse andrebbe fatta una lettura attenta dei libri di E.B. Szekely che molti anni fa, ancor prima della Seconda Guerra, scopri’ alcuni testi sugli Esseni che guarda caso contengono molti elementi concordanti con i rotoli di Qumran, quindi in anticipo sulla scoperta dei Manoscritti del Mar Morto. Questo la dice lunga come la Chiesa sapesse certe cose già molto prima che venissero alla Luce, basta vedere l’oper adi occultamento sulle scoperte di Qumran. Szekely lo dice chiaramente che nei suoi libri che Gesù era un Esseno.
Sarà forse un caso che alcuni insegnamenti del cristianesimo originario contengono similitudini con gli insegnamenti esseni ? E non voglio qui’ fare la distinzione tra gli insegnamenti essoterici del Maestro e quelli esoterici, cioè riservati a una cerchia ristretta di discepoli. Anche il signor Ratzinger , verso cui non nutro certi simpatia, ha fatto allusioni nel suo libro al rapporto tra Gesù e gli esseni dicendo tra l’altro che forse anche Gesù era vicino agli Esseni.
Ma comunque è chiaro che ognuno è libero di avere le sue idee.
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andré




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MessaggioInviato: Gio Mag 23, 21:59:13    Oggetto:  
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Un capo di accusa imputato a Gesù e scritto sui Vangeli fu di aver compiuto un miracolo di Sabato.

E' vero o nno è vero?

SE le regole degi ebrei, fra i quali gli Esseni che si isolarono per essere degli integralisti testamentari che infatti imputavano al potere della sinagoga di aver perso le regole della Torha , volevano che il Sabto non si facesse assolutamente nulla se non pregare.

E' vero o nno è vero?

Nei frammenti di Qumran non è ma iindicato il nome di Gesù?

E' vero o nno e vero?

Quindi se puoi confutare i dati storici e rispondere documentando , mi fai anche un piacere, così conoscerò di più e rifletterò.

Secondo te il Forgione di Fenix e Xtime, per i dati storici è una "fonte"?

Szekely:
Molte persone, anche di ambiente New Age, si accostano alle idee di Szekely tramite la Società Biogenica Internazionale e i suoi programmi salutistici, e finiscono per scoprire anche la Chiesa Essena. La sede della Società Biogenica Internazionale – che non ha rappresentanti in Italia – si trova a Nelson (British Columbia, Canada). In Italia i suoi metodi sono raccomandati dall’Associazione Igienista Italiana, dal 1994 denominata – conservando comunque identici scopi igienisti ed ecologici – Unione Cristiani Bionaturisti Italiani - Movimento Diffusione Igiene Naturale.

Pensi che perda del tempo a correre dietro a new agestii e acquariani come Szekely ?

A ognuno il suo in piena libertà e con rispetto.

ciao
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Morya




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MessaggioInviato: Ven Mag 24, 01:16:33    Oggetto:  
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Le fonti storiche sugli Esseni sono essenzialmente tre. Filone d’Alessandria, Flavio Guseppe e Plinio il Vecchio. In nessuna si dice che Gesù fosse un esseno, come il suo nome non compare nei manoscritti di Qumran diversamente da quanto si verifica per il testi di Nag Hammadi. L’dea che alcuni autori sostengono, cioè che Gesù fosse esseno è stata formulata facendo considerazioni dall’analisi di documenti e confrontando riti e insegnamenti esseni con quelli cristiani. Ripeto si parla di considerazioni, deduzioni e riflessioni fatte sull’analisi dei testi e dei riti. Non prova storica. Per quanto possa valere come prova. Il fatto che una cosa sia scritta su un pezzo di carta non dimostra che sia vera o falsa. La figura di Gesù è un caso particolarissimo nella storia e le fonti non cristiane sono scarsissime e certo nessuna di queste dimostra che Gesù abbia fatto questa o quella cosa. I pochi accenni che vi si trovano ( es Tacito, Svetonio ) non parlano certo di Gesù come Esseno né dimostrano che abbia fatto i miracoli o altre cose a lui attribuite dai Vangeli sinottici o apocrifi. I Vangeli canonici sono testimonianze spesso non concordanti e le loro affermazioni non sono supportate da fonti storiche non cristiane. La Chiesa sponsorizza la sua interpretazione letterale dei Vangeli i quali sono però testi che si prestano a essere interpretati anche in maniera diversa. Ratzinger ha detto nel suo libro che «Siamo in grado di dire - ha esclamato con il tono chiaro e preciso che lo contraddistingue - che Gesù ha realmente sparso il suo sangue alla vigilia della Pasqua nell´ora dell´immolazione degli agnelli». E il pasto nel Cenacolo? «Egli ha però celebrato la Pasqua con i suoi discepoli - ha soggiunto il pontefice - probabilmente secondo il calendario di Qumran, quindi almeno un giorno prima: l´ha celebrata senza agnello, come la comunità di Qumran che non riconosceva il tempio di Erode ed era in attesa del nuovo tempio».
Perché Ratzinger dice questo ? Perché Gesù può aver seguito il calendario di Qumran ? Sarebbe molto strano che abbia fatto una cosa simile senza condividere le idee di questa comunità e senza farne parte.
In un altro passo del libro di Ratzinger sta scritto:
“"Ci colpisce la devota serietà di questi scritti: sembra che Giovanni il Battista,
ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini a questa comunità.
In ogni caso i manoscritti di Qumram presentano molteplici punti di contatto con l’annuncio cristiano.
Non è da escludere che Giovanni il Battista abbia vissuto per qualche tempo
in questa comunità e abbia in parte ricevuto da essa la sua formazione religiosa."

Le ipotesi che ha formulato Ratzinger hanno dato fastidio e molto a tanti cattolici ultra conservatori. Pur ribadendo che in generale non nutro simpatia verso quest’uomo, mi sento in questo caso di condividere anche se solo in parte certe sue affermazioni al riguardo. La sua è un’opinione che si puo’ condividere o rifiutare ma per lo meno rispettare , come faccio con tesi diverse dalle mie che posso non condividere ma non denigro di certo.
Indipendentemente da tutti i punti di vista, è innegabile la sussistenza di similitudini tra i primi cristiani e gli esseni. Da dove possono aver preso alcuni riti e insegnamenti i primi cristiani se non da un gruppo a loro antecedente? E’ anche per questo che alcuni studiosi sostengono l’origine essenica della Cristianità e che quindi Gesù fosse per lo meno di formazione essena. E’ un’ipotesi ripeto, non una cosa che puo’ essere provata con documentazione.
Forgione è un ricercatore come ce ne sono tanti altri. Studia le tradizioni antiche da un punto di vista non cattolico, perché non si ferma all’interpretazione letterale dei testi. Lo conosco personalmente e lo stimo molto come stimo molto anche Szekely che è uno dei tanti ad aver individuato similitudini tra cristiani ed esseni, nel suo famoso testo “ The Essene Originy of Cristianity” che io ho letto con molto piacere. Ho letto alcune cose che hanno scritto entrambi e non le considero perdite di tempo.
La Chiesa si è appropriata della figura storica di Gesù Cristo pretendendo di essere la sola depositaria sulla verità storica di quest’uomo. Per quanto mi riguarda la cosidetta Santa Chiesa esprime con le sue teorie su Gesù uno dei tanti punti di vista esistenti al riguardo ma per fortuna non è l’unico !
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andré




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MessaggioInviato: Ven Mag 24, 09:37:48    Oggetto:  
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Ciao Morya, ti dico subito che mi piace la tua onestà.
Non ti irsponderò nel merito adesso , perché indagherò, ma ti dico quali sono le mie premesse metodologiche.
Come saprai sono un credente cristiano non legato alle varie sette e chiese, ma quando si fa una ricerca storica ci vuole moderazione e capacità di stare sopra le parti.
Quindi lascio da parte quello in cui credo e ascolto “tutte le campane”.
Le fonti devono essere reperti scritti e archeologici e nel periodo che precede la venuta di Gesù e i primi secoli dopo vi sono miriadi di informazioni che fra l’altro ritengo siano ostate anche perse, sottratte e interpolate. Vi erano troppi gruppi interessati e anche dopo quel tempo.

Mi interessa molto quel periodo storico perché è cruciale dal punto di vista culturale, filosofico oltre che religioso e spirituale in quanto corrisponde all’incontro delle cultura ellenistica con quella messianica e quella romana che di fatto hanno segnato gli ultimi due mila anni di storia della civiltà occidentale. E ognuna di queste a sua volta era un sincretismo di altre culture precedenti.
Quindi le mie domande storico culturale è perché ha vinto una determinata cultura e non un’altra, perché ha vinto una determinata interpretazione storica/messianica, è giusto che sia stato così?

C’è una forte divisione anche fra la comunità degli storici “accademici”oltre che la divisione fra ebraismo e cristianesimo che hanno portato a troppe correnti culturali purtroppo anche interessate.
Chi ha voluto giustificare la chiesa, chi ha messo i n discussione la stessa esistenza di Gesù, chi ha contribuito a riempire le proprie tasche di denaro, fregandosene del messaggio spirituale e culturale.
C’è veramente di tutto e di più.
Ha ragione quindi Giullare quando dice che ci sono un milione di gruppi cristiani e ogni giorno ne spariscono due per nascerne tre.

Trovo del tutto normale quindi che ci siano anche fra di noi pareri diversi. Allora dico semplicemente confrontiamoci con calma, tranquillità e rispetto.
E la tua risposta la ritengo un esempio.
Io non voglio mettere in discussione ciò che tu credi, o ciò che ognuno di noi crede o pensa, mi interessa capire e conoscere per migliorare me stesso e quindi ben vengano altre fonti e interpretazioni se ciò mi permette di indagare e stimolare a capire, spero che accada anche per tutti voi.
Quindi spero ancora nel tuo contributo e di altri.

Trovavo giusto fare questa premessa visto i trascorsi anche polemici in questo forum.
Non ho voglia di polemiche ma di confrontarmi in amicizia e serenità.


ciao
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MessaggioInviato: Sab Ago 10, 01:33:29    Oggetto:  KERIGMA
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Il kèrigma, traslitterazione di κήρυγμα (dal greco: κηρύσσω (kēryssō), che letteralmente significa: gridare o proclamare, come un banditore), è la parola usata nel Nuovo Testamento per indicare l'annuncio del messaggio cristiano (vedi Matteo 3,1, Luca 4,18-19 eRomani 10,14).
Si legge nel Vangelo di Luca che quando Gesù iniziò il suo ministero pubblico, entrò nella Sinagoga di Nazaret, ricevette il rotolo delProfeta Isaia, lo aprì e trovò il passo dove era scritto:
« Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per mettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. … Allora cominciò a dire: "Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi" »
(Luca, 4, 18-19.21)
L’affermazione pronunciata da Gesù in quel momento è il “kerigma” o “annuncio della buona notizia” e costituisce la base di ogni successivo insegnamento che Gesù rivolse ai propri discepoli e di tutta la predicazione che a loro volta questi effettuarono dopo essere divenuti testimoni della Risurrezione e aver ricevuto forza dallo Spirito Santo.
Nella predicazione apostolica il Kerigma è il centro dell'annuncio cristiano del Vangelo, e consiste nella proclamazione della morte e risurrezione di Gesù Cristo, fatto sotto l'azione dello Spirito Santo da chi ne è stato testimone.
Il primo discorso pubblico tenuto da Pietro, subito dopo la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, contiene già la prima formulazione del Kerigma, così come veniva annunciato dalla primitiva comunità cristiana:
« Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete - , dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. ... Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. ... Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso »
(Atti degli Apostoli 2,22.32.36)
Più articolato è il kerigma annunciato da Paolo nelle sue lettere e riflette pienamente la personalità, la storia e l’esperienza personale dell’Apostolo. Egli era stato dalla parte degli assassini di Gesù, tra coloro che perseguitavano i suoi seguaci. Nonostante la diversità tra le due figure, Pietro e Paolo fanno la medesima esperienza e cioè che Gesù moriva proprio per loro ed a causa loro. È la medesima esperienza che ciascun credente deve fare per incontrare la Buona Notizia (= vangelo).
Pietro, icona di tutti noi, non sopporta un Messia-Liberatore che va incontro alla propria morte senza reagire, incapace di salvare se stesso. Negando di conoscerlo per tre volte (=completamente)Pietro proclama la sua verità, non la menzogna:'ouk eimi' in greco, cioè 'Non ti riconosco più; dov'è andato a finire il Messia potente che ha operato prodigi? Uno che si lascia andare alla morte non può essere il mio liberatore, ma semmai la mia rovina. Stai lontano da me! Per me non sei niente.'. Pietro ricopre Gesù di tutto il proprio rifiuto, lo estranea dall'orizzonte della sua vita, completamente. In una parola, lo mette a morte.
L'evangelista Luca ci riferische però che Pietro, dopo il rinnegamento, fissa il suo sguardo in quello di Gesù: in questo Sguardo c'è l'esperienza della Buona Notizia! Pietro comprende che quel Volto è proprio lì per accogliere il suo radicale rifiuto e farsi carico della morte che aveva nel cuore: laddove Pietro per tre volte dice "Non sono", Gesù per tre volte dirà "Io sono". Laddove noi per tre volte rifiutiamo Cristo, Lui continua a riconoscerci figli per sempre. Pietro sperimenta che quello Sguardo di amore assoluto ed incondizionato non vuole altro se non prendere su di sé la sua morte, il suo peso, il suo conflitto, la sua debolezza. Un'accoglienza nuova e mai sperimentata inizia ad invadere il cuore freddo di Pietro, come un fiume in piena che inonda il deserto. Ecco lo spartiacque della salvezza o della perdizione: lasciare che questo fiume di amore inondi il suo cuore, accettando che Gesù moriva proprio per lui oppure rifiutare questo Amore, perché troppo grande, perché nega la sua autosufficienza (è questo l'esperienza di Giuda Iscariota, il quale pur pentitosi, non accetta che Gesù abbia accolto il suo tradimento, si impicca per impedire all'amore di Gesù di raggiungerlo). Allo stesso modo Paolo sperimenterà di mettere a morte Gesù, con ancora maggiore violenza e consapevolezza. E questo Gesù, manifestandosi a Paolo, anziché rimproverarlo, lo accoglie nel suo peggiore lato oscuro. Dio infatti non ama per farci convertire, ci ama e basta! L'incontro di Paolo con questo Gesù è talmente traumatico che egli perderà la vista per tre giorni. La conversione al Vangelo non deve intendersi riduttivamente secondo lo schema pentimento-perdono; è anzi il contrario: vi è prima un perdono e un'accoglienza a fondo perduto e la conversione è solo accettare che questa accoglienza inondi il cuore.
Chi vuole incontrare la Buona Notizia deve fare la stessa esperienza di Pietro e Paolo: sarà ciò che vivrà il Centurione sotto la croce, colui che gestì la sua crocifissione e, vedendolo morire (non vedendolo risorgere!) dirà "Questi veramente era il Figlio di Dio". Sarà l'esperienza del malfattore appeso alla croce. Sarà l'esperienza di Giovanni, che vede morire Gesù.
All’annuncio del kerigma ricevuto e all’enumerazione delle successive apparizioni di Gesù risorto ai suoi, Paolo aggiungeva, alla fine, anche il racconto del proprio personale incontro con Gesù, avvenuto sulla via di Damasco:
« Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. »
((Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, 15, 3-8))
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