Indice del forum

Energia Nuova

Nuove energie stanno arrivando

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

Scienze Antiche
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno

Vai a pagina 1, 2, 3 ... 11, 12, 13  Successivo
 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Antichi testi
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
Giullare




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 12/07/12 16:01
Messaggi: 204
Giullare is offline 







italy
MessaggioInviato: Dom Lug 15, 09:12:53    Oggetto:  Scienze Antiche
Descrizione: L'atomo, l'energia nucleare, le macchine volanti, ecc..
Rispondi citando

Un antico trattato “Yantra Sarwasa” (tutto sulle macchine) attribuito a Baradwaja, ormai andato perduto, elenca diverse macchine, tra cui i “vimana” (macchine volanti) termine che tutti (o per aver letto il “Vaimanika Shastra” o per averne sentito parlare) sicuramente conoscete.
Lo Yantra Sarwasa è andato perduto tranne una piccola parte (Vaimanika Shastra)… Tuttavia un opera può essere in parte ricostruita, attraverso le opere di altri autori che hanno citato Baradwaja.
Avete qualche opinione in proposito?
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Adv



MessaggioInviato: Dom Lug 15, 09:12:53    Oggetto: Adv






Torna in cima
andré




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 04/03/11 18:30
Messaggi: 831
andré is offline 







italy
MessaggioInviato: Dom Lug 15, 10:24:46    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Io stesso ho inserito dei post su Mhoenjo Daro, Mu Atlantide e da qualche parte ho scritto di Sitchin e dei Sumeri .Fra l'altro mi sto occupando degli spostamenti degli Ari ( da cui vengono i Veda) ad esempio il popolo dei Mitanni.
Personalmente mi fa piacere approfondire queste argomenti: veniamo tutti da lì, soprattutto la cultura.

I vimana erano velivoli utilizzati da E.T nell'antichità e descritti in alcuni testi molto antichi: mi pare anche il Mahabharata ne parli.
Ci sono incisioni e mi pare addirittura reperti.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Giullare




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 12/07/12 16:01
Messaggi: 204
Giullare is offline 







italy
MessaggioInviato: Dom Lug 15, 15:36:51    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Prima di fare degli accostamenti tra Mhoenjo Daro, Mu, Atlantide, Sitchin e i sumeri, bisognerebbe trattarli a parte, alla luce dei testi che ne parlano e dei ritrovamenti (se ve ne sono) archeologici.
André, se ti stai occupando degli spostamenti degli “Arya” sei su una strada maestra.
Che i “vimana” fossero veicoli utilizzati da extraterrestri, non ne sono sicuro. Ho fatto parte di un team per la traduzione (integrale verso per verso) del Mahabharata in Italiano, poi finito in nulla. Per conto mio ho tradotto l’intero primo “parva” (Adi Parva) del Mahabharata (circa 600 pagine).
Il Mahabharata parla di razze e civiltà preistoriche (come i Purana) riporta cronache di altri tempi. Cronache che alcuni (fuorviando i propri lettori e fedeli) nel secolo scorso hanno definito dell’“akasha”. Termine sanscrito per definire l’“etere”, che il Mahabharata e altre opere dicono trattarsi del quinto elemento “grossolano”. Alcuni occultisti hanno occultato le proprie fonti (forse è per questo che si chiamano occultisti, naturalmente è una battuta).
André, come ho detto sopra, se stai facendo ricerche sulla migrazione degli Arya, sei sulla strada giusta, se posso dare un consiglio (a tutti) evitate i siti che non hanno note bibliografiche (o che non citino in modo diretto le opere, tipo Mhabharata – Adi Parva – Sezione Astika, capitolo 3:1), in quanto possono parlare del Mahabharata o di altri trattati (per sentito dire) senza averli letti.
Lo “Yantra Sarwasa” è andato completamente perduto e chi conosce la storia del ritrovamento dei frammenti noti come “Vaimanika shastra” sa che sono dubbi, la storia del ritrovamento sta nell’introduzione (di tutte le edizioni) del libro.
Ma come dicevo sopra, parte dello “Yantra Sarwasa” può essere ricostruito attraverso le citazioni di altri antichi autori che hanno letto l’opera di Baradwaja. Se vi sono dei sospetti che il “Vaimanika Shastra” sia un apocrifo (piuttosto recente) non possono esserci per le citazioni.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
andré




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 04/03/11 18:30
Messaggi: 831
andré is offline 







italy
MessaggioInviato: Dom Lug 15, 18:23:52    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Grazie dei tuoi consigli preziosi. Avevo visto dalle note del sito che avevi linkato che sei uno studioso: complimenti. Se sai addirittura tradurre da testi antichi non ho che da imparare.
Ritornando sui vimana ,ti risulta che comunque vengano descritti come velivoli?
Da quel che ne so ,(ma non direttamente come fai molto più giustamente tu)
sono state addirittura descritte battaglie.
La mia ipotesi è che ci fossero più "razze"nell'antichità di E.T. Ma anch'io vado con i piedi di piombo, il tuo consiglio è molto giusto, troppi galoppano con la fantasia e soprattutto in rete è difficile capire dove sta il serio e il faceto.

Ho sempre pensato che le conoscenze astronomiche derivino proprio da E.T.
Perchè mai gli umani avrebbero dovuto conoscere prima l'astronomia e poi formulare la logica come strumento deduttivo per la geometria e la matematica?
L'uomo cerca innanzittutto scopi utili a se stesso.
Sono delle domande che mi fanno approfondire degli argomenti anch sulle civiltà antiche.

Per quanto riguarda gli Ari ho visto che i più antichi reperti sono a Nord dell'Afghanistan in uno Stato ex URSS e poi si sono spostati prima vero l'Ovest dell'India e poi verso le pianure iranico/persiane. Temo che ad un certo punto l'incontro fra parecchie civiltà sumerico/accadica/assiro babilonese, ebrea/fenicia, Mitanni, Persiani abbia costruito un miscuglio o meglio una matassa i cui fili sono diffcili da individuare.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Giullare




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 12/07/12 16:01
Messaggi: 204
Giullare is offline 







italy
MessaggioInviato: Lun Lug 16, 07:25:40    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Vengono descritte varie “macchine”, in grado di muoversi sul terreno, nell’acqua, sotto l’acqua e nell’aria. Alcune erano per uso bellico altre erano per uso civile.

I Purana (libri di antiche cronache) dagli indiani sono considerati alla tregua di libri di storia. Queste cronache possono essere datate attraverso le configurazioni astronomiche, inserite appositamente nella storia. Usanza sopravvissuta in India fino ai giorni nostri, per esempio: durante la posa della “prima pietra” di un edificio importante viene fatto lo “sankalpa” l’elenco della posizione dei pianeti e delle costellazioni del momento. Per i futuri archeologi non sarà difficile risalire al periodo in cui questo è stato costruito. Gli antichi eventi descritti nel Mahabharata, nel Ramayana, nei Purana, ecc., possono essere datati attraverso lo “sankalpa”.
Le storie che parlano dei vimana, possono risalire a centinaia di milioni di anni fa. Per via degli sconvolgimenti geologici, nessun archeologo troverà mai un vimana, questi sono andati perduti per sempre, sotto forma di libro, a noi è arrivato solo il ricordo. Chi ha scritto il Mahabharata, i Purana, ecc., i vimana non li ha mai visti, si è limitato a raccontare ciò che si è tramandato nel tempo. Quei pochi reperti archeologici che sembrano rappresentare navicelle spaziali, sono fatte a immagine di antichi racconti e non ad immagine di qualcosa che hanno visto.
Il Mahabharata, parla di diverse razze terrestri, esistite molto prima dei “manusha” (umani). Queste razze avevano raggiunto un alto grado di civiltà, alcune di queste possedevano i vimana, mai viene detto che venivano da altri pianeti.
La battaglia più famosa è quella di Kurukshetra. I vimana non fanno parte di questa storia. Vi hanno partecipato 18 akshauhini (regimenti) composti da fanti, carri, cavalli ed elefanti.

Citazione:
Uno dei presenti chiese: “O figlio di Suta, più volte avete fatto riferimento ad un akshauhini (regimento), noi vorremmo sapere ciò che implica questo termine. Voi sapete ogni cosa, riferiteci, di quanti cavalli, fanti, carri, elefanti è composto un regimento”.
Souti rispose: “Un carro, un elefante, cinque fanti e tre cavalieri, compongono una combriccola (Patti). Tre combriccole formano un gruppo (Senamukha). Tre gruppi formano una banda (Gulma). Tre bande formano una brigata (Gana). Tre brigate formano una squadra (Bhaini). Tre squadre formano una comitiva (Pritanas). Tre comitive formano una compagnia (Chamu). Tre compagnie formano un distaccamento (Anikini) e dieci distaccamenti formano un regimento (Akshauhini).
Secondo i matematici un regimento è composto da ventunomila e ottocento settanta carri, da uno stesso numero di elefanti, da cento novemila e trecentocinquanta fanti, da sessantacinquemila e seicento dieci cavalli. Questo è stato spiegato dagli esperti. In accordo a questi calcoli, sono stati composti i diciotto regimenti dei Kurus e dei Pandavas” (Mahabharata – Adi Parva – Parva Sangraha 17:28).


La battaglia di Kurukshetra è troppo recente, i vimana fanno parte del passato.

Aryabhata (gli indiani hanno mandato in orbita un satellite con il suo nome), astronomo e matematico del quinto secolo, data questa guerra.

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Nell'immagine una statua dedicata ad Aryabhata

Citazione:
Ci sono 14 Manvantara in un kalpa e 72 chaturyugas costituiscono un manvantara. Poiché l'inizio di questo kalpa fino al giorno della battaglia del Bharata, sono trascorsi 6 Manvantara, 27 chaturyuga e 3 yugapada. (Aryabhatya of Aryabhata – Dasagitica 1:3).


Per commentare questo verso, 100 pagine non sarebbero sufficienti, e diventerei noioso (sto scrivendo in un forum, non un libro)… se a qualcuno interessa approfondire, fatelo con domande mirate, in modo che possa dare una risposta sintetica senza troppe divagazioni. Per il momento passo oltre.

André se conosci il sistema delle ere, non dovrebbe essere difficile comprendere quanto detto da Aryabhata.

Vi sono dei reperti, che danno indicazioni sul periodo storico di questa guerra (coincidono con quanto detto da Aryabhata). Uno di questi reperti è L’inscrizione di Aihole.

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Nell'immagine la lapide con l'inscrizione di Aihole

Nella città di Aihole, in un tempio Jain, vi è una lapide, voluta da re Pulakesi della dinastia Chalukya. Questa dice, che il tempio è stato costruito 30 + 3000 + 700 + 5 = 3735 anni, dopo la guerra di Kurukshetra e 50 + 6 + 500 = 556 anni dall’inizio dell’era Saka, nell'era di Kali (kaliyuga). Oggi l’era Saka corrisponde al 1934, mentre per l’era cristiana corrisponde al 2012. Da qui, 1934 - 556 = 1378. L’inscrizione dice che il tempio ha 1378 anni.
L'anno in cui questa lapide è stata posata corrisponde al 634 d.C.. vale a dire 3735 dopo la guerra di Kurukshetra. Secondo questa lapide la guerra ebbe luogo nel 3101 a.C..

In questa battaglia non furono utilizzati vimana, eppure molte opere dello stesso periodo li descrivono, ma come ricordi di storia passata. Fatti accaduti a partire dall’inizio di questo manvantara (il settimo) noi siamo la settima razza manusha (umana) altre sette razze devono ancora venire. Questi libri sono stati la fonte di molti sedicenti occultisti, nessuna cronaca dell’akasha, solo molto tempo dedicato alla lettura di testi poco noti per poi spacciare il contenuto per proprio sapere esoterico.

Qualche indicazione (attraverso Aryabhata) sul periodo in cui i vimana possono essere esistiti.

1 kalpa = 14 manvantara
1 manvantara = 72 chaturyuga

Al momento della battaglia di Kurukshetra (guerra del Bharata)

6 manvantara erano già trascorsi
27 chaturyuga erano già trascorsi (all’interno del settimo manvantara)
3 yugapada erano già trascorsi (all’interno del ventottesimo chaturyuga)

Le storie che parlano di vimana sono ambientate a partire dall’inizio di questo manvantara

Kaliyuga 432000 anni
Dvaparayuga 864000 anni
Tretayuga 1296000 anni
Kritayuga 1728000 anni

Chaturyuga = 4320000 anni (totale)

Dall’inizio del settimo manvantara sono trascorsi 27 chaturyuga + 3 yugapada.

Chaturyuga = chatur (quadruplice) yuga (era)
Yugapada = yuga (era) pada (quarto)

4320000 X 27 = 116640000 (durata di 27 chaturyuga)
1728000 + 1296000 + 864000 = 3888000 (durata di 3 quarti di chaturyuga)

116640000 + 3888000 = 120528000

L’attuale manvantara ha avuto inizio 120528000 (centoventi milioni cinquecento ventotto mila) anni fa. Le storie parlano dei vimana sono quasi tutte ambientate a partire dall’inizio di questo periodo. I manusha (la settima razza umana) era troppo giovane, quindi non siamo noi gli inventori. Quando si parla di vimana, gli umani sono solo testimoni oculari e talvolta passeggeri. Tuttavia chi possedeva queste macchine, non è descritto come extraterrestre, ma come terrestre di razza non umana.

Le conoscenze astronomiche derivano da millenni di osservazione diretta del cielo. Non conoscevano quello che non potevano vedere… non conoscevano Urano, Nettuno e Plutone…

Noi siamo abituati a usare il termine India, per definire il luogo geografico da dove proviene questa letteratura. Nessun Purana usa questo termine. Si parla sempre e solamente dell’Impero Bharata che era molto più vasto dell’odierna India. Spesso si riferisce all’intero pianeta. Bharata era composto da sette continenti bagnato da sette oceani. Forse non si è trattato di semplice migrazione. Quello che a noi sembra il frutto del passaggio di un popolo (Arya), in realtà potrebbe essere il rimasuglio di qualcosa che c’era e non che è arrivato.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Diego




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 35
Registrato: 03/10/11 17:58
Messaggi: 383
Diego is offline 

Località: San Vendemiano - TV





italy
MessaggioInviato: Lun Lug 16, 10:17:19    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Ho letto il Ramayana, e Rama è anteriore a Krsna come incarnazione di Vishnu. Alla fine si parla di Rama e Sita che tornano ad Ayodhya con un mezzo volante. E' solo un accenno ma tanto basta. Per il resto anche lì la guerra con i Rakshasa di Lanka è descritta con armi diciamo "standard".
L'elemento che è sempre in più sono le armi basate sui mantra. D'altronde è un discorso che si sarà perduto ma in cuor mio credo che sia valevole di studio perchè il mantra non è nient'altro che suono, con caratteristiche precise ed il suono (o più corretto dire sarebbe la vibrazione) è ciò che ha fatto cadere le mura di Gerico (fenomeno di risonanza??). Che sia un accenno ad armi ad energia diretta? Ha qualche implicazione lo studio dei Kotodama nelle antiche arti marziali giapponesi che si associa al KI?

Da approfondire sicuramente.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email
Harlock




Admin

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 47
Registrato: 20/10/09 23:35
Messaggi: 3888
Harlock is offline 

Località: VE-Mestre





italy
MessaggioInviato: Lun Lug 16, 10:40:42    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Attenzione a non trascendere su Dragonball Z !!! Very Happy
_________________
Non arrenderti mai....
Torna in cima
Profilo Messaggio privato MSN Messenger
Giullare




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 12/07/12 16:01
Messaggi: 204
Giullare is offline 







italy
MessaggioInviato: Lun Lug 16, 12:49:17    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

André, Krishna e Rama hanno quattro aspetti, che meriterebbero di essere sviscerati, quello astronomico, quello del mito, quello storico e quello teologico.

Qualcuno pensa che datando il libro si datano anche gli eventi in esso contenuti. Krishna nasce durante il tramonto dello dvaparayuga (diciamo 5000 anni fa???). Rama nasce al tramonto del tretayuga, oltre 864000 anni fa. Tra Krishna e Rama vi è quasi un milione di anni. Forse qualche vimana esisteva ancora… ma non è questo che li rende di origine extraterrestre.

E' quello che ho cercato di dire sopra, molte storie sono ambientate tra l'inizio del manvantara (120528000 di anni fa) e l'ultimo dvaparayuga (5000 anni fa). Valmiki è l'autore del Ramayana, ma non era contemporaneo di Rama... Valmiki nasce nel tramonto dello dvaparayuga.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Diego




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 35
Registrato: 03/10/11 17:58
Messaggi: 383
Diego is offline 

Località: San Vendemiano - TV





italy
MessaggioInviato: Mar Lug 17, 15:36:15    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

beh, il discorso dragonball Z merita anch'esso uno studio ma non volevo fare di tutta l'erba un fascio solo per sentito dire.
I fenomeni della risonanza, le armi ad energia diretta sono realtà e non fantascienza. Oggi hanno questo nome ma ieri come si chiamavano?
Le cose sono due: o pigliamo solo il significato recondito (aspetto teologico secondo Giullare) oppure cerchiamo di capire se tra tutta la selva di altre informazioni (aspetto mitologico ed astronomico) c'è forse anche qualcosa di storico.
Metto subito in chiaro una cosa: a me per la mia ricerca spirituale basta solo il significato recondito. Ma se c'è anche la sola possibilità di far volare una aereo con un mantra state pur tranquilli che dietro troverete me che ci provo.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email
andré




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 04/03/11 18:30
Messaggi: 831
andré is offline 







italy
MessaggioInviato: Mar Lug 17, 19:03:49    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Ciao Diego, forse se indirizzassimo nello stesso tempo nello stesso punto le energie, di molti?

Manuele dovrei incrociare dei dati storico/ archeologici per capirne di più e relative a varie discipline scientifiche: paleoantrolopogia, geologia.

Sulle datazioni storiche mi sembra davvero come la Bibbia. A suo tempo avevo ascoltato, una datazione dei testimoni di geova che ha poco senso scientifico/ storico/archeologico.. Vedo da te dei numeri "mostruosi", milioni a di anni.
Francamente non mi convince.
Un'altra cosa è la doppia ipotesi 1) siamo stati invasi da E.T che ci hanno portato delle conoscenze. 2) Come umanità abbiamo già conosciuto civiltà molto evolute costruite da noi stessi.

Non credo molto alla seconda ipotesi: non può sparire la conoscenza. Se la nostra civiltà attuale per evento astronomico o belligerante dovrebbe sparire, rimarrebbero tracce comunque, a meno che sparisce l'intero pianeta.
Ecco perchè credo più nella prima ipotesi, ma non per fanatismo , ma per ragionamento. Solo umani "ignoranti" potevano spostare le conoscenze nei miti . Tipico di chi non conosce e tramanda ciò che vede con un linguagio simbolico.
Continuo a pensare che le conoscenze astronomiche derivassaero proprio dal sapere da dove venivano questi E.T, dai loro percorsi nel cielo.
Ma sono solo ipotesi...

Tieni presente che l'eclittica rispetto all'equatore terrestre ,come saprai, è data dall'inclinazione dell'asse terrestre. Significa che ciò che appare all'osservatore dipende oltre a quale longitudine e latitudine terrestre si trova, anche dall'inclinazione dell'asse terrestre. Le costellazioni si "muovono" sull'eclittica.
Sembra dalla geologia che l'asse terrestre in effetti sia mutato durante le ere. Le rocce profonde metalliche tendono ad orientarsi verso il polo magnetico e quindi memorizzano, per così dire le inclinazioni terrestri verso le ere. L'atuale teoria della tettonica a placche nno è molto avvalorata scientificamente, anche se è ritenuta attualmente quella in auge. Non si sa ancora la composizione scientificamente provata di come sia costituito il pianeta scendendo verso il centro della Terra. Una teoria dice che il pianeta si comporta in accrescimento come fosse un frutto: perchè dal liquido / fuso interiore passa al materiale solido esterno. Ad esempio la teoria della tettonica a placche se fosse vera sconfessa la possibilità del passato continente Mu o Lemuria, per la deriva dei continenti.

Se in paloantropologia si trovano reperti di ominidi che si dicono nostri antenati com'è possibile che questi fossero nelle antiche civiltà? Oppure se fosse vero di antiche civiltà sarebbero emersi troppi reperti per poterli nascondere e non farcele sapere.
Tieni presente che non sono un darwinista, nel senso che lo accetto come capacità della vita di adattarsi, quindi le speci tendono appunto a condizioni di pressione, temperatura, competizione ecologica a sopravvivere con l'adattamento, ma qualcuno deve spiegarmi perchè i virus si adattano e non evolvono. Le scimmie non sono divenute umane durante la loro evoluzione, sembra tutto sommato che ogni specie tenga alla sua nicchia ecologica e stop.

Dal punto di vista teologico, negli ultimi due secoli il tempo, per fare un esempio, che fino alla cultura greca compresa era ritenuto circolare/ciclico e con le religioni ebraico/cristiane diventa lineare ( concetto di progresso), è ritornato in auge quello ciclico, con la messa in discussione della cultura ebraico/cristiana, delle correnti positiviste. Il famoso nichilismo di Nietzsche parla dell "eterno ritorno" e siamo a fine Ottocento.

Ma tutto ciò che ho scritto sono solo mie ipotesi ...

Intanto ti ringrazio delle informazioni e faccio alcune ricerche.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Sfinge




Iscritti



Registrato: 10/11/09 17:17
Messaggi: 286
Sfinge is offline 







italy
MessaggioInviato: Mer Lug 18, 00:08:22    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

A proposito di VIMANA... Wink

Abbiate pazienza per la lunghezza del testo...
...poi Diego ci potrà provare... Mr. Green

Pace a voi e alle vostre case



--------------------------------------

INTERPRETAZIONE AGGIORNATA
DEI 32 SEGRETI
DEGLI ANTICHI PILOTI DEI VIMANA

Introduzione
Il Vymanika-Shastra o <<Scienza dell’Aeronautica>> è un testo composto dagli Ariani presumibilmente in epoca Vedica (1200 a.C. come data più recente). Il testo, tramandato oralmente per secoli, è stato dettato, in sanscrito, dal venerabile Subbaraya Sastri e quindi redatto su ventagli di foglie di palma, tra il 1918 ed il 1923.
Il dottor Josyer, direttore dell’International Academy of Sancrit Research di Mysore nel sud dell’India, lo ha tradotto in inglese e pubblicato nel 1952.
Il signor D. W. Davenport nel 1979, nel libro "2000 a.C.: distruzione atomica" ha dato una sua interpretazioni dei 32 segreti degli antichi piloti, tradotti in italiano dal testo inglese di Josyer confrontato con quello sanscrito, alla luce delle conoscenze del tempo.
Il libro è d’estremo interesse perché ci offre una gran quantità d’informazioni sui Vimana e la loro strumentazione.
[La parola Vimana - dice Davenport – è composta dal prefisso <vi> che significa <uccello> o <volare> e dal suffisso <man> che significa <luogo abitato costruito artificialmente>; quindi l’esatta traduzione di <Vimana> è: <uccello artificiale abitato>].
L’interpretazione del testo è continuamente aggiornata alla luce delle conoscenze scientifiche e dei passi, fatti dall’Uomo, nell’Astronautica.
In questo lavoro riporteremo in corsivo la traduzione, in italiano, dei segreti, fatta da Davenport. Sotto, le doppie parentesi acute [<< >>] conterranno l’interpretazione di Davenport, condivisa da noi, e di seguito sarà riportato l’aggiornamento fatto da A. Magenta e G. Perrone nel 2001 a.D. basato sulle più recenti conoscenze scientifiche.
Il contenuto dei 32 segreti si può riassumere, per grandi linee, in: una introduzione, in cui si indica il motivo per cui sono stati dettati, e tre tipi principali di segreti, quelli per difendersi dagli avversari con sistemi psicologici o elusivi, quelli per offendere il nemico con armi chimiche e fisiche e quelli dei sistemi d’indagine e raccolta dati.
Interpretazione dei 32 segreti
<Il pilota deve imparare 32 segreti da Precettori competenti e soltanto ad una persona che li avrà imparati può essere affidato un vimana, e non ad altri.
Questi segreti sono così spiegati da Siddhanaatha:
1) MAANTRIKA:
come prescritto nel "Mantraadhikaara", invocando le Mantras di Chhinnamasta, Bhairavee, Vgine, Siddhaamba, si acquista il potere di ghutikaa, paadukaa, visibile ed invisibile, ed altre Mantras con potenti erbe ed oli efficaci e Bhuvaneswaree Mantra, che conferisce poteri spirituali, per costruire vimana che non si rompono, non possono essere tagliati, non possono essere bruciati e non possono essere distrutti.
2) TAANTRIKA:
acquisendo Mahaamaaya, Shambara ed altri poteri tantrici si possono trasferire al vimana.
3) KRITAKA:
studiando architetti come Vishwakarma, Chhayaaparusha, Manu, Maya ed altri (il pilota o lo specialista) imparerà a costruire vimana di vari modelli.
Questi primi tre segreti oltre che considerarli: <<rarissimi casi in cui la concezione religiosa dell’autore affiora tra le note tecniche>>, come sostiene Davenport e come da sempre l’uomo ha interpretato affermazioni simili, possono, a nostro avviso, essere interpretati anche come "l’obiettivo del manuale, ed alcune prerogative cui il pilota deve far fronte". Infatti, dice correttamente Davenport: <<anche gli aviatori moderni studiano a fondo i particolari tecnici dei velivoli da pilotare prima di guidare un aereo>> sotto la guida di un Precettore competente cioè di un pilota esperto.
Inoltre l’affermazione che i vimana non si rompono, deve essere vista come un confronto tra materiali, che la tecnologia dell’epoca metteva a disposizione, e non come una caratteristica della struttura globale del vimana. Se, infatti, i vimana erano realizzati, supponiamo, con materiali ceramici in lega di titanio, questa lega, confrontata col legno, la tela, il bronzo, il ferro o il vetro, materiali in uso all’epoca non si rompe, non si taglia non si brucia. E’ quindi facile affermare che il vimana realizzato con tale materiale appare indistruttibile.
In fine il riferimento al fatto che (il pilota o lo specialista) imparerà a costruire vimana di vari modelli può essere interpretato forse come la creazione di una scuola, allocata in prossimità di luoghi di atterraggio, di tecnici o specialisti capaci di effettuare la messa a punto del mezzo e provvedere ad alcune semplici manutenzioni.
Oppure si può supporre che l’equipaggio dei vimana fosse costituito da piloti e tecnici capaci di piccole riparazioni.
Visti in questa chiave, i tre segreti appaiono del tutto logici. Il riferimento allo studio di altre materie ed alla preparazione nel proprio mestiere risultano evidenti se si sceverano i tre segreti delle espressioni di tipo religioso-fideistico che le ammantano. In altre parole si consiglia allo studente di concentrarsi prima di iniziare lo studio.
4) ANTARAALA:
nel cielo, nelle regioni atmosferiche battute dal vento, nello scontro ai bordi di correnti potenti, il vimana inavvertito ha probabilità di essere schiacciato e ridotto in pezzi. Ma essendo avvertito dell’avvicinarsi di tali punti pericolosi, il vimana può essere arrestato e guidato con prudenza.
Il quarto mistero conferma a pieno l’interpretazione precedente relativa all’aspetto tecnologico dell’indistruttibilità dei materiali del mezzo. Si dice, infatti, che "ai bordi di correnti potenti, il vimana potrebbe essere schiacciato e ridotto in pezzi". La struttura dell’aeromobile quindi è vulnerabile e non indistruttibile.
Inoltre, dice Davenport: <<Qui ci troviamo già su un terreno molto più concreto. Ad alta quota, attorno ai 12.000 metri soffiano effettivamente delle correnti costanti e fortissime, attorno ai 400 kilometri l’ora. Furono scoperte alla fine degli anni trenta ed impararono a conoscerle a loro spese, durante l’ultima guerra mondiale, i piloti delle super fortezze volanti che andavano a bombardare il Giappone. Talvolta accadeva che, pur con i motori al massimo, il vimana rimanesse immobile nel cielo perché riusciva ad uguagliare, ma non a superare la corrente contraria. Se il comandante non aveva il buon senso di tornare rapidamente alla base o scendere a quote più basse, il vimana finiva per precipitare per esaurimento del carburante. Oggi queste stesse correnti sono sfruttate dai Jet di linea per i voli transcontinentali. Data la particolare forma dei Vimana è possibile che queste correnti avessero su di loro un effetto ancor più disastroso che sugli aerei attuali. Inoltre in queste righe si accenna, per la prima volta, alla capacità dei Vimana di rimanere immobili nel cielo.>>
A nostro avviso, l’immobilità non era dovuta alle correnti bensì era una caratteristica del vimana che, tra i tanti modi di volo, aveva anche la possibilità di essere arrestato.
Le altre informazioni contenute nel segreto sono, che i piloti studiavano anche le caratteristiche dell’atmosfera terrestre (come vedremo meglio nel quinto segreto) e che il Vimana era dotato di un radar meteorologico con cui il pilota poteva essere avvertito dell’avvicinarsi di punti atmosferici pericolosi, in modo che il vimana può essere arrestato e guidato con prudenza. Il riferimento alla guida con prudenza è illuminante sul tipo di addestramento impartito ai piloti di questi particolari Vimana.
Questo quarto mistero contiene, come è stato evidenziato, una rivelazione sorprendente relativa al Jet-stream che, con la sua autenticità scientifica, dà la certezza che, conoscenze di tale tipo non potevano essere terrestri, in un periodo in cui la tecnologia era molto primitiva.
Si deve concludere quindi che le conoscenze non sono dovute ad esperti locali o terrestri. L’unica ipotesi plausibile è quindi che, all’epoca della consegna di tali segreti, in India vi fossero presenze aliene.
5) GOODHA:
come spiegato nel <Vaayatstva-Parakarana>, utilizzando i poteri Yaasaa, Viyaasaa Prayaasaa nell’ottavo strato atmosferico attorno alla terra, si attraggono i contenuti bui dei raggi solari e si possono usare per nascondere il Vimana ai nemici.
La frase, come spiegato nel <Vaayatstva-Parakarana>,… nell’ottavo strato atmosferico attorno alla terra, indica chiaramente che esistevano libri di meteorologia.
I piloti dei vimana includevano quindi, nella loro preparazione, anche studi sull’atmosfera terrestre, come abbiamo anticipato nell’interpretazione del quarto segreto.
Ancora, chiarisce Davenport: <<….se si considera che la luce è una vibrazione di frequenza variabile e che il nostro occhio è capace di avvertire una ristrettissima banda delle frequenze possibili (dai rossi ai violetti). ………. Se i piloti dei Vimana riuscivano a far sì che i loro velivoli riflettessero unicamente raggi di frequenza non percepibile, avrebbero potuto, almeno in teoria, diventare invisibili.>>
Le attuali conoscenze, però, ci spingono a chiederci se l’invisibilità di cui si parla nel segreto è solo ottica o anche Radarica cioè strumentale?
L’interpretazione ottica di Davenport, da noi condivisa, può essere ampliata supponendo una capacità camaleontica del Vimana di assumere colori totalmente coerenti con l’ambiente circostante in modo tale da renderlo invisibile. Se infatti le pareti esterne del vimana fossero costituite da strutture di forma piramidale o di sagoma opportuna, si otterrebbero colori riflessi simili al cielo o alle nuvole (come vedremo meglio nel settimo e nel ventinovesimo segreto).
Se invece si suppone che l’invisibilità potrebbe essere anche strumentale e cioè radarica, l’interpretazione più logica, alla luce delle attuali conoscenze, sarebbe che il Vimana fosse in grado di creare disturbi o echi radar casuali che rendono automaticamente invisibile il vimana agli occhi meccanici dei radar di ricerca perché le apparecchiature, ricevendo echi incoerenti, filtrerebbe automaticamente tali disturbi cancellando le loro tracce dagli schermi e quindi rendendo invisibile il Vimana, come avviene attualmente con gli Stealth, o aerei furtivi.
6) DRISHYA:
dalla collisione nell’atmosfera della forza elettrica e della forza del vento, viene creato uno splendore incandescente, il cui riflesso, catturato dallo specchio frontale del Vimana, può essere manipolato per produrre un Maaya-Vimana, o Vimana camuffato.
Il fenomeno descritto nella prima parte del segreto, scoperto soltanto dopo gli anni trenta, è quello della ionizzazione dell’atmosfera prodotta dal vento solare che ionizza le molecole dei gas presenti nei vari strati atmosferici. Le molecole, cui vengono strappati uno o più elettroni, si trovano in uno stato eccitato e cioè riscaldato. Questi ioni, attraendo gli elettroni liberi prossimi a loro si deionizzano emettono fotoni, viene quindi creato uno splendore incandescente. Tali fenomeni producono, sia il tremolio della luce che attraversa lo strato ionizzato sia la creazione di miraggi, dovuti dalla riflessione totale della luce che colpisce gli strati termicamente eccitati con opportuni angoli di incidenza.
Dal segreto si evince che lo specchio frontale del Vimana è forse in grado di dirigere luce laser verso strati atmosferici ionizzati dando origine ad un miraggio, o Vimana camuffato. Abbiamo ancora un segreto che anticipa conoscenze scientifiche che l’Uomo acquisirà solo in tempi recenti.
7) ADRISHYA:
secondo il <Shaktitantra>, per mezzo del Vynarathya vikarana ed altri poteri nel cuore della massa solare, si possono attrarre le forze del flusso etereo nel cielo e mescolarle con il Balaahaa-vikarana shkati nel globo aereo, produrre in questo modo una copertura bianca che renderà il Vimana invisibile.
Questo settimo segreto, così come il sesto, si riferisce ad alcuni fenomeni fisici prodotti dal sole sull’atmosfera terrestre, che vengono sfruttati dal Vimana per camuffarsi. Il fenomeno descritto in questo settimo segreto è quello della condensazione dell’aria ottenibile elettricamente sfruttando gli strati ionizzati dell’atmosfera e mescolarli con il Balaahaa-vikarana shkati nel globo aereo, per generare forse un rapido raffreddamento del Vimana che produce, una copertura bianca che renderà il Vimana invisibile, cioè una nebbiolina che consentirà di confondere il Vimana con una nuvola. La teoria dei cumulonembi, di recente formulazione, spiega, in modo dettagliato, quello che il vimana fa in questo segreto. La nostra tecnologia non è ancora in grado di farlo, ma abbiamo le capacità tecnologiche per realizzare questo trucco, senza che si creino problemi insormontabili per i nostri esperti.
8) PAROKSHA:
secondo il <Meghotpatthi-parakarana>, o Scienza della Nascita delle Nubi, entrando nel secondo strato delle nubi estive e attraendo il potere interno con lo specchio di attrazione di forza del Vimana, e applicando al Parivesha o alone, del Vimana, si genera una forza paralizzante e i Vimana nemici sono messi fuori uso.
Questo ottavo segreto continua lo stesso discorso, iniziato nel settimo, relativo alla creazione ed allo sfruttamento delle nuvole. Scrive Davenport: <<Se per "nuvole estive" si intendono i cumulonembi, se ne deduce che gli antichi piloti dei Vimana erano in grado di sfruttare la carica elettrica delle nubi per lanciare scariche contro i velivoli nemici.>>
Va sottolineato che la descrizione del procedimento da usare per sfruttare al meglio il fenomeno fisico delle nuvole cariche elettricamente è in questo caso molto interessante. Si consiglia infatti di prelevare il potere interno… entrando nel secondo strato delle nuvole estive.
Tale soluzione è suggerita per ridurre al massimo i pericoli per il Vimana attaccante.
Infatti prelevando le cariche entrando nel secondo strato della nuvola, cioè al centro dove non vi sono cariche elettriche accumulate, scegliendo di prendere le cariche in base al punto in cui si trova il vimana, (cioè positive se è leggermente in alto o negative se è leggermente in basso rispetto al punto mediano della nuvola) queste risulteranno della stessa polarità di quelle esterne alla nuvola. Ciò evita la scarica tra la nuvola ed il Vimana carico.
L’operazione consente forse di sfruttare anche, oltre alla scarica inviata dal Parivesha del Vimana attaccante sul Vimana nemico, una seconda scarica prodotta dalla parte esterna della nuvola verso il Vimana colpito in precedenza ed opportunamente caricato rispetto alla sua posizione relativa alla nuvola, rafforzando in tal modo l’azione con due fulmini consecutivi, uno del vimana ed uno della nuvola.
La nostra continua ripetizione e sottolineatura del concetto: "che le nozioni scientifiche del manuale risultano esatte" serve solo a rafforzare l’idea che non si tratta di immaginazione o di supposizioni che risultano per caso corrette, bensì di conoscenze scientifiche reali note ai "Precettori competenti".
E’ certo che tali conoscenze fossero ignote ai nostri antenati sia all’epoca della comunicazione sia a quella della dettatura e stesura di tali segreti. La struttura dei cumulonembi è infatti un’acquisizione recente. Purtroppo non disponiamo dei molti testi cui fanno riferimento i diversi segreti, ma nessuno può affermare che tali conoscenze, anche se scritte su testi antichi, fossero patrimonio della conoscenza terrestre, dal momento che abbiamo dovuto impiegare secoli se non millenni per renderli patrimonio della nostra conoscenza.
9) APAROKSA:
secondo il <Shakti-tantra>, con la proiezione del raggio di luce Rohine, le cose di fronte al Vimana sono rese visibili.
<<Quando si sa che Rohine sta per rosso diventa facilissimo capire che si parla di un apparecchio a raggi infrarossi che consente di vedere le cose anche al buio.>> interpreta correttamente Davenport.
Ma, attualmente, la più recente tecnologia è in grado di produrre anche radar ad infrarossi ed in altre gamme di frequenze. Il segreto quindi potrebbe riferirsi anche a tali tipi di radar in grado di vedere dentro le nuvole o nello sfondo a colori uniformi, eventuali Vimana camuffati.
Decisamente la tecnologia dei Vimana anticipa in modo straordinario ciò che noi stiamo raggiungendo solo ora, 4000 anni dopo.
10) SANKOCHA (CONTRAZIONE):
come prescritto nel Yantraango-pasamhaara, quando il Vimana sta andando in velocità, con le ali completamente stese e c’è un pericolo davanti, azionando il settimo interruttore del Vimana, le sue parti possono essere fatte contrarre.
Sostiene Davenport: <<Come vedremo studiando dettagliatamente un tipo di Vimana, questi veicoli erano probabilmente costruiti per due velocità: una ipersonica, negli strati alti dell’atmosfera ed un’altra, subsonica, negli strati più densi. In questo secondo caso, avevano la possibilità di far fuoriuscire ali e coda per aumentare la portanza del velivolo. In caso di pericolo, facendo rientrare ali e coda, e aumentando improvvisamente la potenza del motore di sostentamento, il Vimana avrebbe avuto una drammatica accelerazione verso l’alto che l’avrebbe tolto dai guai.>>
Una conferma indiretta di tale procedura viene dalle testimonianze relative all’ondata Belga del 1989-90. I Vimana di tale ondata si comportarono come descritto nel decimo segreto, variando le dimensioni e cambiando il moto.
11) VISTRITA:
secondo l’<Akaashatantra> quando il Vimana è nella corrente aerea centrale nella prima e nella terza regione del cielo, azionando l’interruttore nell’undicesima sezione del vimana, questi si espande convenientemente.
<<Siamo nel caso inverso al precedente: quando il Vimana scende da una zona d’aria rarefatta agli strati più densi, allarga le ali per aumentare la portanza e manovrare più agevolmente.>> afferma correttamente Davenport.
Il decimo e l’undicesimo segreto ci risultano, stranamente, estremamente chiari perché la nostra recente tecnologia ha creato aerei con ali ad ampiezza variabile e regolabile che consentono di operare esattamente come indicato nel testo sanscrito. La scienza del volo nell’atmosfera era perfettamente conosciuta all’epoca. La tecnologia offre le stesse soluzioni meccaniche quando si conoscono le leggi dell’aerodinamica. Non dimentichiamo che tali nozioni non erano note ai nostri antenati nel secondo millennio a.C. né, nel primo quarto del ventesimo secolo, si disponeva di tali tecnologie.
12)VIROOPA KARANA:
come affermato nel <Dhooma Parakarana>, producendo il 32° tipo di fumo con l’apposito meccanismo, caricandolo con la luce delle ondate di calore nel cielo e proiettandolo attraverso il tubo Padmaka Chakra sullo specchio Vyroopya, cosparso d’olio bhiravee in cima al Vimana, e facendolo girare al 123° tipo di velocità, ne emergerà una forma fiera e terrificante del Vimana che causerà grande spavento in chi guarda.
13) ROOPAANTARA:
come stabilito nel <Tylaprakarana>, preparando gli oli griddhrajihwaa, kunbhinee e kaakajangha e ungendone lo specchio distorcente del Vimana, applicandovi il 19° tipo di fumo e caricandolo col Kuntinee shakti nel Vimana, ne appariranno forme come il leone, la tigre, il rinoceronte e il serpente, la montagna e il fiume che confonderanno e stupiranno gli osservatori.
14) SUROOPA:
attraendo i 13 tipi della forza Karaka menzionati nel <Karaka-Parakarana>, applicando aria sovraccarica di neve e proiettandola attraverso il tubo convettore d’aria verso gli specchi pushpinee-pinjula nel lato anteriore destro del Vimana e focalizzandoli sopra il raggio Suragha, apparirà a chi guarda il Vimana una donzella celeste coperta di fiori e di gioielli.
Questi tre segreti potremmo annoverarli tra quelli di tipo difensivo, o più correttamente, di tipo elusivo - psicologico.
Essi insegnano, secondo la giusta interpretazione di Davenport, in che modo devono operare i piloti, con gli apparecchi disponibili sul Vimana, per realizzare: << … una specie di cortina fumogena dalle dimensioni controllate, adatta a spaventare (e quindi tenere lontane) le popolazioni indigene, piuttosto che a produrre un qualche effetto sui veicoli nemici.>>
Le dettagliate spiegazioni sul modo di operare, pur se di difficile interpretazione letterale (solo perché non disponiamo della corretta chiave interpretativa), sono tutte interpretabili, attualmente, come procedure atte a creare chimicamente, con vari tipi di fumo e mediante opportuni specchi rotanti e distorcenti, ologrammi di vimana o di animali giganti, proiettati su una porzione di cielo opportunamente preparata.
Sono molto interessanti i riferimenti relativi alla produzione di sostanze chimiche diverse indicate come 19° o 32° tipo di fumo, al caricamento degli specchi ricoperti opportunamente di oli del tipo bhiravee, griddhrajihwaa, kunbhinee e kaakajangha ed alla proiezione delle diverse immagini tramite il tubo Padmaka Chakra o Kuntinee shakti o convettore d’aria che sono focalizzati sugli specchi rotanti. L’estensore si sforza di chiarire ai piloti i fenomeni che si producono a seguito delle loro azioni sui meccanismi di bordo, senza spiegare l’intima essenza dei gas.
E’ particolarmente rilevante notare la descrizione del 14° segreto in cui applicando aria sovraccarica di neve e proiettandola attraverso il tubo convettore d’aria verso gli specchi pushpinee-pinjula nel lato anteriore destro del Vimana e focalizzandoli sopra il raggio Suragha, apparirà a chi guarda il Vimana una donzella celeste coperta di fiori e di gioielli.
Il raggio Suragha, a nostro avviso può essere interpretato come raggio Laser. Ma la cosa più sorprendente è che tale fenomeno, studiato da Malanga e Pinotti come "fenomeno BVM", potrebbe senz’altro essere interpretato come la realizzazione di un ologramma, interpretato per secoli dai testimoni come l’apparizione della Beata Vergine Maria.
In fine la creazione di fiori e di gioielli si può spiegare se si realizzano intorno all’immagine, mediante aria sovraccarica di neve, cristalli di ghiaccio che diffrangono la luce creando riflessi colorati che ricordano i fiori o le pietre preziose. L’impreparazione tecnica, l’illusione ottica e lo stato psicologico del testimone fanno il resto.
15) JYOTIRBHAAVA:
come affermato nel <Amshubodhinee> dal Samgnaa e altri 16 digitis dello splendore solare, attraendo il 12° e 16° digitis e focalizzandoli sulla forza dell’aria nella sezione Mayookha del quarto sentiero del cielo, e similmente, attraendo la forza dello splendore etereo e mescolandola con lo splendore del settimo strato della massa d’aria e poi proiettando queste forze attraverso i tubi del Vimana sulla sezione dello specchio ghuaa-garha, sarà prodotto un ricco splendore come quello del sole del mattino.
Effettivamente il passo può essere interpretato, con Davenport, come: <<la capacità del Vimana di illuminare a giorno una vasta zona, riflettendo e concentrando, da grandissima altezza la luce solare in un punto dove, sulla terra, è già caduta la notte.>>
L’uso della parola digitis ed il chiaro riferimento all’azione della focalizzazione sulla forza dell’aria nella sezione Mayookha del quarto sentiero del cielo, fanno nascere, ad un contemporaneo, sia l’idea della luce Laser, sia quella della luce solida che, mediante campi elettromagnetici quantizzati o "digitalizzati" e "focalizzati", può essere diretta, con opportuni specchi elettromagnetici, (specchio ghuaa-garha?) in qualsiasi direzione ed a qualsiasi distanza.
Il colore di tale luce può variare a seconda dell’energia e della frequenza usata per produrre tale luce, ma spesso, almeno sulla base dell’esperienza delle osservazioni fatte nella maggior parte delle osservazioni di OVNI, essa varia dal bianco all’arancio, cioè al colore simile a quello del sole del mattino.
16) TAMOMAYA:
come è descritto nel <Darpana Parakarana> per mezzo dello specchio della forza buia, catturare la forza dell’oscurità, passarla attraverso il meccanismo Thamo nella sezione Nord-Ovest del Vimana, e azionando un interruttore, si produce a mezzogiorno la totale oscurità di una notte di luna nuova.
In questo segreto si afferma che esiste il meccanismo Thamo capace di inviare, in una parte di spazio, opportune onde luminose che riescono a produrre il buio.
L’operazione è tecnicamente fattibile se si inviano in un determinato spazio onde elettromagnetiche di uguale intensità, ma di fase opposta rispetto a quelle esistenti in tale area, in modo da annullare la propagazione delle onde elettromagnetiche nella gamma del visibile. In tal modo si creerebbe, al pari dell’effetto diapason per il suono, un effetto diapason per la luce realizzando, a mezzogiorno, per gli occhi degli osservatori, una zona buia simile ad una notte di luna nuova, come dice correttamente il segreto.
17) PRALAYA:
come descritto nel libro della distruzione, attraendo i cinque tipi di fumo attraverso il tubo della macchina concentratrice, nella parte frontale del Vimana, e immergendoli nella nube del fumo menzionata in <Shadgarbha-Viveka>, e spingendola per mezzo di energia elettrica, attraverso il tubo aereo dai cinque rami, si distrugge tutto come in un cataclisma.
L’interpretazione da noi data della parola "fumo" è che con questa l’estensore fa riferimento ad un composto chimico.
In tale ottica, la combinazione di composti chimici di opportuna natura è in grado di creare, in molti casi, reazioni violente o dirompenti con spostamento d’aria di notevole intensità che può essere facilmente assimilata alla creazione di "vento".
Alla luce di tale interpretazione si può pensare, con Davenport: <<che il Vimana sia in grado di produrre una tromba d’aria>>, o, se vogliamo:<< una sorta di arma meteorologica capace di produrre un piccolo uragano in una zona limitata.>>
Si evidenzia, anche in questo caso, come in altri cinque segreti, la tendenza dei vimana all’uso di armi offensive che sfruttano le forze meteorologiche della natura.
18) VIMUKHA:
come menzionato nel <RgHridaya>, proiettando la forza del Kubera, Vimuka e della polvere velenosa Vyshawaanara, attraverso il tubo dello specchio Roudree e azionando l’interruttore del meccanismo dell’aria, si produce una totale insensibilità e coma.
<<E’ chiaramente riconoscibile, nonostante il linguaggio al solito, molto complesso, un’arma chimica. In questo caso il veleno viene distribuito sull’area interessata attraverso un irroratore (meccanismo dell’aria) non dissimile da quelli usati per spargere insetticida sui campi.>> Questa interpretazione di Davenport è da noi condivisa appieno.
Desideriamo comunque far notare che questa è una delle due armi che potrebbero produrre la morte dell’avversario. Però dal momento che si parla di coma, si potrebbe supporre che la vita del nemico possa essere ancora salvata se il coma non fosse irreversibile.
19) TAARA:
mescolando con le forze eteree 10 parti di forza dell’aria, 7 parti di forza dell’acqua e 16 parti di splendore solare, e proiettandole, per mezzo dello specchio a stella attraverso il tubo frontale del vimana, si crea l’apparenza di un cielo stellato.
In questo segreto ci troviamo di fronte ad un tentativo di spiegazione di qualcosa che per noi resta non chiara. Infatti se si tratta di una formula chimica, questa è molto ermetica. La stessa cosa si può dire se si tratta della creazione di un fenomeno fisico.
Per Davenport: <<Potrebbe essere un mezzo mimetico del Vimana che, dal basso apparirebbe come un puntino luminoso in mezzo ad altri puntini simili.>>
Certamente se l’obiettivo fosse l’elusione ottica nei confronti del nemico, tale interpretazione sarebbe corretta, ma se ci si riferisse ad elusione radar, si potrebbe pensare ad echi radar di disturbo per confondere eventuali missili nemici in attacco.
20) MAHAASHABDA VIMOHANA:
concentrando la forza dell’aria nei sette tubi del Vimana e azionando un interruttore si produce, come stabilito nel <Shabda-parakaashikaa>, un crescendo di tonante rumore che fa tremare la gente di paura, la stordisce e la rende insensibile.
<<Siamo ritornati su un terreno più solido.>> - afferma Davenport: - <<Gli effetti disastrosi di una forte e continua onda sonora sul sistema nervoso sono noti. Anche gli effetti del <crescendo> sono ben descritti: prima lo spavento per il rombo di cui è ignota l’origine, poi lo stordimento e finalmente, quando il suono diventa insopportabile, lo svenimento. Ci troviamo di fronte ad un’arma di indubbia efficacia se usata da un Vimana contro un esercito a terra. Con un mezzo del genere è realmente possibile, ad un solo <carro>, eliminare parecchie centinaia di avversari, se sono concentrati in una zona relativamente piccola.>>
I sette tubi e le sette note sono facilmente interpretabili, così come il crescendo di tonante rumore dovuto anche all’uso di ultrasuoni, che stordisce e fa svenire gli avversari.
Come al solito, se il fenomeno ci è noto l’ermetismo del segreto scompare, e si evidenzia una incredibile precisione della descrizione.
21) LANGHANA:
come stabilito nel <Vaayu tattva prakarna>, quando si passa da una corrente d’aria in un’altra, il Vimana affronta lo splendore baadaba del sole e prende fuoco. Per prevenire, l’energia elettrica e l’energia dell’aria del Vimana devono essere congiunte e centrate nel centro vitale del Vimana e, azionando un interruttore, il Vimana salterà verso la salvezza.
Ecco un passo che, sottolinea Davenport, senza le recenti conoscenze astronautiche <resta incomprensibile.>
Tutti noi invece sappiamo bene, oggi, dopo le esperienze degli Apollo e delle Soyuz che, ogni qual volta si rientra nell’atmosfera, quando si passa da una corrente d’aria in un’altra, si crea un attrito sul mezzo che col calore prodotto gli farebbe prendere fuoco. L’autore del testo descrive la situazione con la seguente frase non più sibillina, il Vimana affronta lo splendore baadaba del sole e prende fuoco. Per prevenire tale situazione, dovuta sia alla ionizzazione che si produce intorno al Vimana, l’energia elettrica, sia all’energia termica dovuta all’attrito con l’atmosfera, l’energia dell’aria, si suggerisce di concentrare tali forze distruttrici nella zona in cui vi sono le protezioni termiche ed elettriche o centro vitale, costituito da piastre ceramiche termoresistenti, ed inclinando opportunamente il mezzo si salterà verso la salvezza. L’uso del verbo "Saltare" dà l’idea dello splash che fa l’oggetto quando, nel rientro a terra, impatta con gli strati più densi dell’atmosfera. Come si può notare la descrizione risulta, ai nostri occhi, chiara, coerente e fedele, dal momento che siamo in grado di applicare il 21° segreto.
22) SAARPA-GAMANA:
attraendo il dandavaktra e le altre sette forze dell’aria, e aggiungendovi raggi solari, passando attraverso il centro zig-zagheggiante del Vimana e azionando un interruttore, il Vimana assumerà un andamento a zig-zag come un serpente.
<Operare bruschi e frequenti cambiamenti di rotta è una manovra comune ai moderni caccia da combattimento per sfuggire ai missili nemici, o per ingannare i radar.> dice Davenport.
Ma se un lettore attento ed interessato alla conoscenza, leggesse il dossié "Vague d’OVNI sur la Belgique" edito dalla SOBEPS, nel 1991 ed in particolare il Capitolo 6. La detection radar, scoprirebbe, a pag. 370 del primo volume, la Figura 6.6, inserita nel testo dal Professor A. Messen, dell’Università Cattolica di Lovanio. In questa interessantissima figura viene riportata la traiettoria di un oggetto inquadrato dal radar di bordo di un F-16, alzatosi in volo per inseguire l’oggetto registrato dai radar a terra di Glons e Semmerzake nel dicembre del 1989. Quale non sarebbe la sorpresa del lettore nel costatare che tale OVNI si muove a zig-zag, proprio come consiglia il 22° segreto. Questo tipo di volo, decisamente inconsueto per gli aerei dei nostri giorni, sembra essere la normale procedura di volo degli OVNI, forse legata alle necessità del momento o alle caratteristiche dei motori di bordo dell’oggetto, sicuramente controllati da un calcolatore, dal momento si fa esplicito riferimento ad interruttori da commutare e quindi a sistemi elettrici predisposti per l’esecuzione delle manovre.
23) CHAPALA:
quando si avvista un vimana nemico, azionando un interruttore nel centro di forza della sezione mediana del Vimana a 4087 giri all’ora atmosferica, sarà generata un’onda di velocità, che squasserà il vimana nemico.
Questo segreto è molto interessante per i diversi spunti tecnici riportati.
Per prima cosa, in accordo con Davenport: < …, si desume che i Vimana erano in grado di creare fortissime turbolenze e di dirigerle verso un bersaglio preciso. Nulla di simile è ancora stato messo a punto, almeno a nostra conoscenza.>>
Ma ciò che più affascina è sia il dato scientifico della rotazione a 4087 giri all’ora atmosferica che risulta essere una rotazione multipla di p [pari a 1300 • p] sia, in particolare, il riferimento all’ora atmosferica, tipica misura del tempo locale e non universale. Quest’ultimo dato risulta estremamente corretto dal punto di vista puramente tecnico, e meraviglia per la sua precisione.
Infine la creazione di un’onda di velocità, è un chiarissimo riferimento alla padronanza della forza di gravità che noi non siamo ancora in grado di controllare, ma che, a quanto pare, è una delle armi a disposizione dei Vimana [ vedi i segreti 17°, 20°, 23°].
Sempre più tali segreti stanno diventando un manuale tecnico comprensibile anche ai nostri piloti contemporanei. Uno studio più approfondito e specifico potrebbe quindi consentirci di interpretare meglio la tecnologia in uso sui Vimana.
24) SARVATOMUKHA:
quando una formazione di vimana nemici arriva all’attacco, azionando l’interruttore nella corona del Vimana, lo si fa girare con agilità e fronteggiare gli attacchi da ogni lato.
Sostiene correttamente Davenport: <<Niente di sorprendente su questa manovra che, tuttavia, comporta degli accorgimenti particolari (dei quali non è fatta menzione) per salvaguardare l’equipaggio, che si troverebbe dentro una specie di trottola volante.>>
Il dubbio di Davenport può essere immediatamente fugato se si suppone che i piloti dei Vimana siano seduti su postazioni collegate cardanicamente al Vimana ed abbiano di fronte a loro un set di video che controllino l’esterno.
In una situazione del genere mentre il Vimana gira come una trottola, il pilota girerebbe in senso inverso annullando l’effetto trottola su di se, e mantenendo una posizione immobile rispetto alla forza gravitazionale esterna. In tale situazione potrebbe fronteggiare i vimana nemici con le sue armi situate sul rivestimento esterno del vimana, senza essere sottoposto ad azioni gravitazionali insopportabili.
Un’altra interpretazione potrebbe essere che, solo le flange esterne del vimana ed i relativi sistemi di difesa, siano l’unica parte del vimana a girare.
Ancora una volta si evince che la tecnologia dei Vimana controllava tutte e tre le forze fisiche conosciute, elettriche, magnetiche e gravitazionali.
25) PARASHABDA GRAAHAKA:
come spiegato nel <Sowdaaminee Kaala>, o Scienza dell’Elettronica, per mezzo del meccanismo catturatore di suoni nel Vimana, si possono sentire le parole e i suoni negli aerei nemici che volano nel cielo.
<<Due le possibilità: o questo apparecchio è semplicemente una radio che consente, se regolata sulla giusta frequenza, di ascoltare le conversazioni, sempre via radio, dei nemici, oppure il passo va inteso alla lettera, nel qual caso ci troveremmo di fronte ad un apparecchio sofisticatissimo, capace di rilevare dall’esterno vibrazioni sonore prodotte all’interno degli altri velivoli. Qualcosa di simile è stato ottenuto puntando un fascio di raggi laser su una placca sensibile posta sulle pareti esterne dell’ambiente che si vuole spiare. Sembra che i piloti dei Vimana potessero fare a meno della placca.>> Conclude Davenport nel 1979.
Ma anche noi, ora nel 2001, possiamo farne a meno, potremmo rispondere attualmente a Davenport.
Riportiamo, l’interpretazione corretta di Davenport, perché ci consente di dimostrare come lo sviluppo della tecnologia terrestre permette di reinterpretare questi segreti, (o questo manuale), rendendo le indicazioni riportate perfettamente comprensibili, man mano che progrediamo nella tecnologia e nella conoscenza. Oggi infatti quasi tutti i contemporanei conoscono le sofisticate apparecchiature elettroniche realizzate dalla tecnologia e messe a disposizione delle forze di sicurezza e di intelligence per le famose intercettazioni ambientali.
26) ROOPAAKARSHANA:
per mezzo del meccanismo fotografico del Vimana, si ottiene un’immagine televisiva dell’interno di vimana nemici.
Ecco un altro esempio in cui, seguendo Davenport dovremmo concludere: <Ai nostri occhi questa è pura fantascienza.>>
Ma quanta fantascienza abbiamo reso scienza realizzando il GSM o i sistemi UMTS. Ricordate Star Trek. Quando la serie cinematografica fu inventata il telefonino video portatile che collegava il capitano Kirk all’Enterprise era fantascienza, chiedetelo ora ai nostri figli! Ed il teletrasporto? E la luce solida? Tutta fantascienza? Ma per quanto tempo ancora?
Diamo tempo alla tecnologia e la fantascienza diventerà realtà, se crediamo che testi, come quello che stiamo analizzando non siano pure invenzioni o fantasie di visionari, ma descrizioni di apparecchiature realizzate, in altri tempi, da tecnici preparati che conoscevano bene la fisica.
27) KRIYAAGRAHANA:
girando la chiave sul fondo del Vimana, si fa apparire uno schermo bianco. Elettrificando i tre acidi nella parte Nord-Est del Vimana, e sottoponendoli a 7 tipi di raggi solari e passando la forza risultante dentro il tubo dello specchio Thrisheersha e facendo in modo che lo schermo sia di fronte allo specchio, e girando la chiave superiore, tutte le attività che sono in corso sul terreno verranno proiettate sullo schermo.
L’interpretazione nell’insieme corretta di Davenport che recita: <<Anche se descritto in modo strano, ci troviamo di fronte ad un monitor collegato ad una telecamera, probabilmente dotata di zoom.>> non rende giustizia alla descrizione o resoconto fatto in questo segreto. Infatti la prima nozione fisicamente giustissima, è quella che girando una chiave compare uno schermo bianco. Si fa chiaramente riferimento ad uno schermo video che, quando è spento, risulta scuro all’osservatore ed appena acceso diventa bianco. La seconda serie di informazioni fisiche corrette è riassunta dalla frase Elettrificando i tre acidi, in cui sia il numero tre, sia il tipo di sostanza, gli acidi, sia l’operazione elettrificando sono tutte minuziosamente esatte. In effetti attualmente gli schermi al plasma più moderni usano pixsel che vanno stimolati elettricamente e che contengono tre gas differenti, necessari per creare i tre colori fondamentali Verde, Rosso, Blu.
Ma le sorprese non sono finite. Nel segreto si dice che i tre acidi devono essere, sottoposti a 7 tipi di raggi solari. Anche questa informazione è fisicamente corretta. Infatti per riprodurre tutte le sfumature dei colori naturali, nei moderni cinescopi occorre procedere alla modulazione dei tre colori principali con i sette colori dell’arcobaleno. Infine passando la forza risultante dentro il tubo dello specchio Thrisheersha e facendo in modo che lo schermo sia di fronte allo specchio, girando la chiave superiore, tutte le attività che sono in corso sul terreno verranno proiettate sullo schermo.
Se qualcuno ha ancora dubbi sulla efficace, dettagliata ed esatta descrizione di un moderno proiettore televisivo a colori con schermo a plasma, che occorre accendere, girando la chiave superiore, [girando la chiave dell’interruttore in alto] e passando la forza risultante dentro il tubo dello specchio Thrisheersha [ed inviando il segnale modulato nel tubo catodico] facendo in modo che lo schermo sia di fronte allo specchio [ponendo lo schermo di fronte al proiettore], riteniamo che desideri solo evitare di arrendersi all’evidenza.
Un lettore attento, ma non particolarmente preparato tecnicamente potrebbe dare una descrizione migliore o differente?
28) DIKPRADARSHANA:
girando la chiave sul fronte del Vimana, il meccanismo dishaampati mostrerà la direzione dalla quale l’vimana nemico si sta avvicinando.
Davenport brevemente conclude: <<Noi lo chiamiamo radar.>> No comment!
Occorre però sottolineare un sottile, ma chiaro ed onesto, comportamento psicologico del redattore di questo manuale. La sua correttezza intellettuale è tale che, o perché non ha ricevuto istruzioni chiare, o perché non le ha capite, si limita a riportare, in questo come in altri casi, l’essenziale di uno strumento indicandone l’uso e non la sua costruzione dettagliata, come ha fatto nel segreto 27° precedente.
29) AAKAASHAAKAARA:
stando al <Aakaasha-Tantra>, mescolando una soluzione di mica nera con neem e decotto bhoonaaga, e ungendone le parti esteriori di un Vimana fatto di placche di mica ed esponendolo ai raggi del sole, il vimana apparirà come il cielo e diverrà indistinguibile.
<<Si tratta di un altro accorgimento mimetico,>> sostiene Davenport. Ma la descrizione è illuminante non solo perché ci spiega che il Vimana è costruito con placche di mica o con mattonelle ceramiche o leghe ceramiche-metalli come abbiamo sempre supposto, ma anche perché tali mattonelle, opportunamente verniciate nella parte esterna, ungendone le parti esteriori, cambiano l’assorbimento e la riflessione dei raggi solari cambiando quindi il colore del Vimana. L’uso di tale tecnologia è diventato normale per la NASA negli ultimi anni, per costruire aerei o capsule speciali.
30) JALADA ROOPA:
mescolando succo di melograno, bilva o olio di bael, sale di rame, nero fumo, granthica o liquido gugul, polvere di mostarda e decotto di scaglia di pesce, e aggiungendo conchiglie di mare e polvere di rocce di sale e raccogliendo il fumo della soluzione, inondandolo del calore solare che avviluppa la copertura, il Vimana apparirà come una nuvola.
La prima interpretazione data da Davenport sottolinea giustamente che: <<Sembra più che altro una ricetta di cucina particolarmente disgustosa. Con ogni probabilità si tratta invece di un ennesimo accorgimento mimetico: una cortina fumogena che <aderisce> al Vimana, nascondendolo.>>
A nostro avviso invece, un chimico esperto potrebbe chiarire gli ingredienti e le procedure, in quanto la descrizione segue le stesse modalità di precisione nella descrizione già usate nel 27° segreto. Occorre innanzitutto sottolineare che, fino a Mendeleievv e comunque non prima del XVIII° secolo, gli alchimisti erano soliti non parlare di sali, basi o carbonati di calcio, bensì, per le loro formule, usavano la descrizione degli elementi o componenti che contenevano le sostanze necessarie alla realizzazione della formula chimica desiderata. Non era inusuale quindi leggere formule contenenti frasi come succo di melograno per indicare l’uso di zuccheri e vitamine, nero fumo, per riferirsi al carbonio o conchiglie di mare e polvere di rocce per indicare silicati e carbonati.
Lo strano intruglio, sottoposto al processo di distillazione, produceva il fumo della soluzione, o più precisamente il gas, come abbiamo più volte indicato. Questo era trasformato in nuvola, inondandolo del calore solare che avviluppa la copertura.
L’azione di inondare il gas con il calore solare che avviluppa il Vimana, fa forse riferimento sia ad azioni termiche sul composto, sia ad azioni elettrriche o magnetiche per tenerlo aderente allo scafo del Vimana.
Anche in questo caso ciò che a prima vista può sembrare un racconto incomprensibile può diventare, per un esperto chimico moderno, molto chiaro.
Si dimostra quindi, ancora una volta ed in modo palese, che le descrizioni riportate nel manuale non sono racconti di un sognatore o bufale di un imbonitore, ma descrizioni precise di fenomeni concreti, fatte da un inesperto dotato di una preparazione tecnica non molto approfondita, ma sufficiente per un racconto preciso ed esatto delle apparecchiature descritte e dei fenomeni che esse producono.
31) STABDHAKA:
proiettando il fumo avvelenato Apsmaara nel tubo situato nella parte Nord del Vimana, e scaricandolo col meccanismo Stambhana, la gente negli aeroplani nemici sarà resa incosciente.
<<Di nuovo un’arma chimica,>> sostiene correttamente Davenport, e prosegue: <<probabilmente si tratta di un gas ad alta penetrazione giacché deve raggiungere i nemici chiusi all’interno del loro velivolo.>>
Un’altra interpretazione sarebbe possibile se si conoscesse il meccanismo Stambhana.
Noi possiamo supporre che il gas era in grado di entrare nei Vimana nemici sia sfruttando le connessioni del vimana con l’esterno, sia supponendo che tale meccanismo era capace di aprire un varco nel Vimana nemico vettorando il gas su opportuni campi magnetici modulati.
L’ipotesi che tale gas fosse capace di un’alta penetrazione, almeno con le conoscenze tecniche attuali, richiederebbe ipotizzare strani gas capaci non solo di non disperdersi nell’aria, ma di attraversare per diffusione pareti solide o cristalline.
32) KARSHANA:
quando vimana nemici arrivano in forza per distruggere il tuo Vimana, mettendo in fiamme il Jwaakine shakit nel Wyshwaanara-naal, o tubo situato sull’ombelico del vimana, e girando le chiavi delle due ruote ad 87 gradi, il rovente Shakti avvilupperà il vimana nemico e lo brucerà.
Per questo ultimo segreto dobbiamo concordare con Davenport che afferma: <<Il testo è troppo poco preciso per poterne trarre indicazioni utili.
Potrebbe trattarsi di un raggio laser, o di un missile incendiario o di qualunque altra cosa.>>
La nostra conclusione, al giorno d’oggi, è che il testo ci sembra ermetico solo perché la tecnologia moderna non ha ancora prodotto strumenti capaci di fare quanto descritto. L’unica indicazione interessante per proseguire nelle ricerche è il riferimento alle ruote ad 87 gradi. Un angolo decisamente strano.
Infine notiamo che questo è l’unico segreto in cui apertamente si parla di distruzione del nemico.

Questi sono i 32 segreti che devono essere conosciuti dai piloti, secondo Siddhanaatha.
La conclusione del manuale è tipicamente orientale. Sembra di leggere un testo sacro, se non fosse che le nostre conoscenze sono tali da farci interpretare correttamente quanto ci viene tramandato. Le conclusioni provvisorie a cui noi siamo giunti, per il momento, alla fine di questo lavoro, sono riassunte nel capitolo seguente.
La conclusione definitiva non è ancora possibile raggiungerla ora perché manchiamo di molte informazioni importanti che forse scopriremo nel prossimo futuro, chissà forse con il ritrovamento di alcuni dei testi riportati e, speriamo, gelosamente custoditi come testi sacri in qualche sperduto monastero tibetano o indiano. Questo lavoro si prefigge di spingere altre intelligenze a proseguire nelle interpretazioni dei segreti che ci sono stati affidati.

Considerazioni riassuntive odierne
<<Da quanto emerge dalla lettura di questi <segreti>, i Vimana erano velivoli dotati di una notevole manovrabilità ed equipaggiati con perfezionati mezzi di avvistamento. In alcuni esempi simili a quelli di cui sono dotati gli aerei attuali più perfezionati. Molto dissimili dalle moderne sono invece le armi difensive ed offensive di cui sono equipaggiati.
Particolarmente interessanti i continui riferimenti ad altri testi che ci fanno capire come il Vymanika-Shastra non sia un’opera originale, ma una specie di volgarizzazione di opere molto più vaste e, si presume, molto più precise che, almeno in parte, sembrano essere andate perdute.>> Queste conclusioni di Davenport ci trovano abbastanza d’accordo.
Ma noi desideriamo analizzare in modo più epistemologico il testo.
Innanzitutto abbiamo i primi tre segreti (il 1°, il 2° ed il 3°) che, come abbiamo indicato, hanno il sapore di una introduzione ad un manuale.
Quindi vi sono sei segreti (il 4°, il 10°, l’11°, il 21°, il 22° ed il 24°) che riguardano il pilotaggio del Vimana.
Questi indicano come e quando azionare gli opportuni interruttori per guidare accortamente in caso di turbolenze, come contrarre o espandere convenientemente le ali per effettuare diverse operazioni di volo, oppure come prevenire l’azione dell’energia elettrica esterna o quella delle correnti d’aria, o, in fine, per volare a zigzag.
Altri sei segreti (il 5°, il 6°, il 7°, il 19°, il 29° ed il 30°) insegnano manovre elusive o di camuffamento del Vimana.
Per far ciò sono usati sistemi di assorbimento o di riflessione della luce solare, sistemi di ionizzazione, sistemi chimici di condensazione, sistemi elettromagnetici di elusione radar.
Inoltre vi sono cinque segreti (il 9°, il 25°, il 26°, il 27°, il 28°) di tipo informativo.
Mediante questi sistemi vengono acquisiti dati del nemico o del territorio. I sistemi comprendono apparecchiature a raggi infrarossi, radar, televisivi, sonori e di indagine ambientale.
Due segreti (il 15° ed il 16°) sfruttano fenomeni fisici della natura per creare splendore come quello del mattino oppure aree di tenebre durante il giorno per motivi di difesa o offesa.
Ancora, tre segreti di tipo psicologico (il 12°, il 13°, il 14°), hanno il compito di far compiere ai piloti azioni consistenti nello spaventare confondere e stupire gli osservatori.
Infine sei segreti (l’8°, il 17°, il 18°, il 20°, il 23°, il 31°) sono più squisitamente militari di offesa, sfruttando le forze di tipo meteorologico, che stordiscono, squassano, paralizzano, rendono insensibili i nemici colpiti con tali sistemi.
L’unico segreto decisamente distruttivo e quindi mortale, è il 32° in cui si parla chiaramente di bruciare il vimana nemico.
Resta ancora un punto che occorrerebbe approfondire e cioè:
<<i piloti dei Vimana erano terrestri, Ariani dell’epoca, reclutati ed addestrati in loco?>>.
Se tale ipotesi è vera, molte delle conclusioni a cui possiamo giungere diventano immediatamente chiare. Sembra infatti ovvio che il manuale abbia lo scopo di mettere i piloti in condizione di guidare tali apparecchiature complesse, insegnando loro soltanto ad accendere e spegnere interruttori, spiegando per sommi capi i principi fisici su cui si basano, ma tentando di chiarire ai piloti l’obiettivo che si raggiungeva con determinate azioni. In tal modo diventava facile usare queste squadre per azioni tattiche inquadrate in un’azione strategica più complessa. Inoltre spiegando ai piloti quali armi usare per disorientare, confondere, eludere, terrorizzare, stordire, rendere incoscienti, mandare in coma ed in un solo caso uccidere il nemico bruciando il suo vimana, l’eventuale ritrosia ad agire contro i propri compatrioti veniva fortemente attenuata.
Il compito di questi piloti era quindi di tipo elusivo e di disturbo.
Ben altri piloti, i Precettori competenti forse, saranno stati i manovratori dei Vimana ben più complessi e ben più offensivi, come quelli che distrussero Mohenjo-Daro.

LE GUERRE STELLARI DI MOHENJO-DARO

Dai Vimana dell’epopea del Ramayana alle scoperte di David Davenport. I risultati dei nostri studi sui reperti di Mohenjo-Daro: sono contaminati da radiazioni atomiche.

di Corrado Malanga



La protoufologia è quella branca dell’ufologia che studia la possibilità che, anticamente, la Terra sia stata visitata da razze aliene; e che le interferenze con civiltà esogene al nostro pianeta non siano una novità, lo si deduce da una attenta lettura di molti testi antichi, reinterpretabili in una chiave diversa, che fa perno su una serie di requisiti e di conoscenze che l’uomo di quei tempi non possedeva.
In quest’ottica alcuni studiosi paragonano il termine "lungo coltello" usato dagli indiani Sioux per descrivere un fucile, all’espressione biblica "spada fiammeggiante" che l’Arcangelo Gabriele, a guisa di fucile laser, impiega per tener lontani Adamo ed Eva dall’albero della vita e della morte nell’Eden.
In tutte le popolazioni della Terra ed in tutte le leggende si sente parlare di esseri venuti dallo spazio, dotati di armi e tecnologie avanzatissime, che poi se ne sarebbero andati per la loro strada.
Così come quella europea la letteratura indiana è stracolma di tali racconti. Prendiamo in considerazione l’impero Ashoka che distrusse in una sanguinosa guerra il più antico impero Rama (9.000-7.000 a.C.). Il teatro di queste operazioni era la valle del fiume Indo che attraversa il cuore del Pakistan.
L’impero Ashoka era retto da nove scienziati che avevano scritto nove libri in altrettanti domini della scienza. Tali libri non ci sono pervenuti, in quanto gli Ashoka si erano convertiti al Buddismo, rifiutavano ogni idea di belligeranza e temevano che le loro scoperte scientifiche fossero malamente impiegate. Uno di questi libri si intitolerebbe "Il segreto della gravitazione" e sarebbe noto agli storici sanscritisti, pur restando ancora celato in qualche lamaseria buddista, forse a Lhasa, nel Tibet. Vi si troverebbero gli elementi per controllare la gravità, oltre alla descrizione di futuristiche armi di micidiale potenza.
Il dottor Ruth Reyna, dell’Università di Chandrigarh, ha studiato alcuni di questi testi, scoperti recentemente da Cinesi e tradotti dal sanscrito.
Secondo il dottor Hatcher Childress, studioso delle stesse tematiche, sarebbe la cosiddetta "Laghima" la forza che esiste a livello di capacità umana, e che riguarderebbe qualche sorta di "forza centrifuga" in grado di eliminare quella gravitazionale.
Che si tratti di qualcosa che ha a che fare con l’ipotesi SSH. Le macchine volanti che facevano uso di tale principio venivano chiamate "Astras", ma non basta. Nel testo si parlerebbe anche del sistema per rendersi invisibili detto "Antima", come descrive il lama medico Lobsang T. Rampa nel suo libro Il Terzo Occhio.
Poi c’è il sistema detto "Garima" che serve per aumentare il peso delle cose (noi diremmo per creare deviazioni dello spazio-tempo).
Delle macchine volanti degli antichi Dei dell’India parla anche il Ramayana, opera epica in diciassette volumi che descrive amori battaglie e vizi degi Dei dell’impero Rama. Nel Ramayana le meravigliose macchine volanti vengono definite "Vimana".


Da:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Giullare




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 12/07/12 16:01
Messaggi: 204
Giullare is offline 







italy
MessaggioInviato: Mer Lug 18, 05:21:16    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Diego, l’aspetto teologico è quello che considero di meno, in quanto la classe dei Brahmana, si è comportata ne più ne meno di come si sono comportate tutte le altre classi sacerdotali. Mentre do ampio spazio all’aspetto astronomico/mitologico e anche quello storico, quando è possibile.
Il termine “paramanu” fino alla scoperta dell’atomo era intraducibile e come l’atomo molti altri termini. “Mantra” e “astronomia” sono in stretta relazione attraverso i “numeri” ma è un discorso lungo.

André, quando ho cominciato a interessarmi di Vimana (macchine volanti), Bramashtra (armi nucleari) e Paramanu (atomi), come molti ho pensato agli extraterrestri, poi con il passare degli anni (maturando) ho cambiato opinione. La ragione è molto lunga da spiegare... Con questo non nego l’esistenza di altri mondi abitati, non sarebbe ragionevole pensare che siamo gli unici abitanti di quest’universo. Non sono le lunghe distanze che rendono impossibili i viaggi interstellari, una scienza molto evoluta, potrebbe superare questo gradino. La vita nel nostro sistema solare, c’è per via di parametri ben precisi, questo lo rende una prigione da cui non si può uscire senza morire. In realtà non ci si può nemmeno allontanare troppo dalla Terra, le nostre macchine, inclusi i computer sono stati tarati con gli stessi parametri (quelli che ci permettono di vivere), se si allontano troppo smettono di funzionare. Come noi siamo prigionieri del nostro sistema, gli extraterrestri sono prigionieri del loro sistema. Detto così non si capisce, ma sono in grado di argomentare la mia teoria, sulla base delle antiche scritture. Non dico è così (non lo posso sapere) dico che questo è quello che c’è scritto.
Dopo aver lasciato la teoria degli extraterrestri, ho puntato su quella di antiche civiltà. Civiltà terrestri ma non umane. Quasi tutte antecedenti la civiltà umana, ma che per un certo periodo di tempo sono coesistite. Ovvio che non posso provare nulla, molte storie sono ambientate milioni di anni fa, alcune oltre un centinaio di milioni di anni fa, qui non possono esserci, né storia, né ritrovamenti archeologici come supporto, devo limitarmi a riportare l’informazione e basta.

IL MITO.
Nella parte introduttiva, Vyasa l’autore del Mahabharata da la ragione, quella che lo ha spinto a scrivere il libro. Cioè insegnare alcune scienze, queste sono inserite in storie di fantasia per essere meglio apprese.

Citazione:
63La storia da me ideata, frutto della mia fantasia, richiamerà le tre funzioni del tempo, quali: il passato, il presente e il futuro, 64le determinazioni della vita umana quali: la decadenza, la paura, la malattia, la descrizione degli usi e dei costumi dei vari popoli, 65i doveri concernenti le quattro caste, i doveri per gli studenti, il moto del Sole, della Luna, dei pianeti, 66delle costellazioni e delle stelle, i quali flussi determinano la durata delle quattro ere. Spiegherò il Rigveda e lo Yaiurveda, 67la scienza chiamata Niaya (ortopedia) e il trattamento di alcune malattie. Parlerò dell’origine di alcune razze, 68sia umane che non umane, descriverò i luoghi dei grandi eventi, parlerò delle acque, dei fiumi, delle montagne, delle foreste, degli oceani, 69delle città di altre razze vissute durante il Kalpa. Sarà rivelata l’arte della guerra, le usanze delle nazioni e i loro linguaggi e la natura del comportamento umano. (Mahabharata – Adi Parva - Anukramanika Parva 1:63-69).


Tra le materie insegnate:

La funzione del tempo.
Lo scopo della vita umana.
La natura del comportamento umano.
Gli usi e i costumi dei popoli.
I linguaggi.
I doveri delle quattro classi.
I doveri dei giovani.
Il moto del Sole della Luna e dei pianeti.
Come le costellazioni e le stelle stanno all’origine delle quattro ere (yuga)
Il contenuto dei Veda.
L’ortopedia e il trattamento di altre malattie (medicina).
L’origine di alcune razze, sia umane che non umane.
I luoghi dei grandi eventi, e gli eventi (quindi darà cenni di storia).
Le montagne, i fiumi, i mari (cioè insegnerà la geografia).
Le città di popoli non umani vissute durante il kalpa.

Più avanti dirà che il Mahabharata è dedicato alle persone poco intelligenti del kaliyuga, che dopo il “diluvio” non avranno più memoria delle cose passate (parla di una ulteriore regressione della civiltà).
Il testo parla anche di storia, per prima cosa dobbiamo saper distinguere il racconto storico, da quello mitico, elaborato per meglio insegnare le materie elencate. Parla di razze non umane che in tempi molto remoti vivevano in città su questa Terra... Come distinguere quello che è storia da quello che è mito?

Le storie di fantasia (il mito) sono facilmente riconoscibili per via dell’insegnamento contenuto. Il mito è materiate didattico.

Porto un esempio di mito con accluso insegnamento:

Citazione:
Sescia rispose: “O padre, o signore, desidero che il mio cuore, attraverso l’ascetismo, sia costantemente deliziato dalla virtù.
Brahma rispose: “O Sesha, mi sento gratificato, da questa vostra disposizione per la pace e per l’amore. Ma vi prego, per il bene di tutte le creature, vi ordino di lasciare queste pratiche. O Sesha, questa Terra, dotata di monti, di foreste e di oceani, è così instabile, fate in modo di aiutarla”.
Sesha disse: “O signore di tutti gli esseri, o elargitore di premi, o signore della Terra, o signore di ogni cosa creata, o signore dell’universo, come desiderate, farò in modo che questa Terra non perda il suo equilibrio. O signore di tutte le creature, posate la Terra sopra il mio capo.
Brahma rispose: “O migliore tra i Naga, penetra nella Terra. Essa aprirà una larga fenditura per farti entrare. O Sesha, sostenendo la Terra, voi renderete un enorme servizio, apprezzo molto ciò che state per fare”.
Sauti continuò: “Il re dei Naga, il primogenito dei Naga, infilò la testa nel buco, attraversata la Terra sbucò dall’altro lato, mantenendola così bilanciata”.
Sauti continuò: “Il Naga Sesha, il prode signore Ananta , vive tutt’ora in quella fenditura, obbediente a Brahma egli mantiene in equilibrio il mondo. L’illustre signore, il migliore fra gli immortali, più tardi elesse l’uccello dalle bionde piume, il figlio di Vinata, come aiutante per Ananta” (Mahabharata – Astika Parva - sezione 36).


I Naga, sono descritti come una razza di “rettili intelligenti, che abitavano su questa Terra molto prima dei Manusha (umani). Questo discorso tra Brahma e Sesha è frutto della fantasia di Vyasa (l’autore del Mahabharata) per potere parlare (insegnare) dare nozioni sull’asse terrestre. Questo non significa che i Naga (oggi qualcuno li chiama rettiliani) non siano mai esistiti. In altre parti del Mahabharata, viene detto che abitavano nel sottosuolo e nelle profondità del mare. Tra gli umani e i Naga vi fu sempre inimicizia. Gli umani tentarono di sterminarli (circa 5000 anni fa) e quasi ci riuscirono (morirono a milioni). Alcuni si salvarono grazie ad un (precedente) matrimonio (di convenienza), tra la sorella del re dei Naga e Jaratkaru (un umano). Astika, il figlio nato dalla loro unione intercederà presso il Re per impedire l’estinzione dei parenti da parte di madre.

La storia dell’origine dei Naga è piuttosto lunga, occupa l’intero Astika Parva (45 sezioni) e continua nell’Adivansavatarana Parva. Da nessuna parte viene detto che i Naga erano (o sono) extraterrestri. La storia dei Naga merita di essere discussa a parte. Così come la storia di altre razze, non umane (ma terrestri) descritte nel Mahabharata.
Notiamo che il primo passo parla di razze vissute durante il “kalpa”. Qui andiamo ancora più indietro negli anni, di quanto abbiamo detto sopra parlando del “manvantara”.

Un “kalpa” è composto da 14 manvantara. Noi viviamo nel settimo, siamo la settima razza umana.

72 chaturyuga = un manvantara (secondo Aryabhata e secondo il Surya Siddhanta)
Chaturyuga = 4320000 anni
Manvantara = 4320000 X 72 = 311040000 anni
6 manvantara = 1866240000 anni

1866240000 + 120528000 (vedi calcoli nel post sopra) = 1986768000 anni

1.986.768.000

Stiamo parlando di quasi 2 miliardi di anni… Di razze che possono aver popolato la Terra in tempi remotissimi… E’ vero? Non lo so… ma così sta scritto.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Giullare




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 12/07/12 16:01
Messaggi: 204
Giullare is offline 







italy
MessaggioInviato: Mer Lug 18, 06:10:12    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Citazione:
Il Vymanika-Shastra o <<Scienza dell’Aeronautica>> è un testo composto dagli Ariani presumibilmente in epoca Vedica (1200 a.C. come data più recente). Il testo, tramandato oralmente per secoli, è stato dettato, in sanscrito, dal venerabile Subbaraya Sastri e quindi redatto su ventagli di foglie di palma, tra il 1918 ed il 1923.


Sfinge. nel 1918 si scriveva già su carta… perché avrebbero dovuto scriverlo su foglie di palma?

Prima di parlare del contenuto del Vaimanika Shastra è meglio approfondire la storia di come questo è venuto alla luce. Noterete che (molto prudentemente) preferisco citare lo “Yantra Sarwasa”… di cui il Vaimanika Shastra dovrebbe essere un frammento. Questo perché (spero di non deludere nessuno) non esiste una scrittura nota come Vaimanika Shastra…

lo “Yantra Sarwasa” è andato completamente perduto, cosa significa? Significa che non vi è stato nessun ritrovamento di materiale scritto (foglie di palma) contenente il frammento diffuso come Vaimanika Shastra. La storia di questo frammento è contenuta in tutte le introduzioni dell’opera (ma forse a qualche ufologo questa parte non interessa).

Vado a memoria… poi se a qualcuno vuole saperne di più do i particolari. Uno studioso di sanscrito, visitando un tempio, senti un bramino semi-analfabeta recitare dei mantra in sanscrito, gli sembrò di riconoscere qualcosa, prese nota di quei mantra e in seguito capì che si trattava di parti contenute nello Yantra Sarwasa ormai perduto. Lo ha riconosciuto sulla base delle citazioni, contenute in altre opere, di autori che hanno citato Baradwaja. Quindi non vi è nessun manoscritto, da poter sottoporre all’esame dei filologi (o di altri studiosi), in modo che possano datare quei mantra attraverso l’esame della scrittura. Tutto questo sa tanto di falso…

Ma questo non significa che i vimana non siano mai esistiti. Il Vaimanika Shastra può essere un falso, ma altre opere parlano dei vimana, citando lo Yantra Sarwasa (che non esiste più). Attraverso quelle citazioni, l’opera può essere in parte ricostruita, e le opere in cui è citato possono essere sottoposte agli esami dei filologi e di altri studiosi per stabilirne l’età e l’autenticità.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Diego




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 35
Registrato: 03/10/11 17:58
Messaggi: 383
Diego is offline 

Località: San Vendemiano - TV





italy
MessaggioInviato: Mer Lug 18, 10:29:07    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Già...sicuramente c'è la possibilità come dice Giullare di fare una bella ricerca di quelle serie che richiederebbe non dico un centro studi ma quasi.
Si tratta di rintracciare fonti, confrontare ed andare anche in loco...
Ovviamente il pericolo falsi è enorme, sia falsi da truffa che falsi da errata trascrizione e/o amplificazione abnorme di certi eventi.
La sostanza però rimane che sarebbe in concreto quasi tutto inutile perchè una tale opera di ricostruzione non avrebbe alcun valore tecnico. Non si troverebbe
mai alcun principio fisico-matematico e forse nemmeno i mantra originari con la loro corretta pronuncia.
Sulle date anche io sono abbastanza perplesso. Mi sono sempre imbattuto nel calcolo degli yuga come quelli che dice Giullare ed onestamente venivano fuori numeri
abbastanza importanti. Due miliardi di anni fa cosa c'era sulla terra?
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!

In teoria potrebbe essere compatibile con la vita. E' opinione comune che noi abbiamo avuto bisogno di 2 milioni di anni per evolverci. E' quindi altresì verosimile
che una razza nata 2 miliardi di anni fa sia potuta nascere, crescere e morire senza che noi ce ne accorgessimo. Il tempo non manca.
Chiaramente tutto ciò rimarrà non verificabile ma ciò non implica che non sia plausibile.
E' importante il lavoro che fa Giullare ed i ricercatori seri come lui perchè forse le traduzioni precedenti hanno privilegiato certi aspetti degli antichi
scritti piuttosto che altri. Chiaramente l'esito è incerto ma un serio tentativo deve essere fatto.
Tralasciando i discorsi sul "è possibile, è probabile, sono tutte stron..." rimane secondo me un fatto inequivocabile: le antiche forme di scienza non erano
tecnologiche nel senso che a noi diamo attualmente a questa parola. Vi era una specie di sinergia tra tecnica materiale e tecnica spirituale (yantra e mantra),
cosa che non fa parte del nostro comune senso della scienza. Forse questa sinergia può essere recuperata.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email
Giullare




Iscritti

Sesso: Sesso:Maschio
Età: 61
Registrato: 12/07/12 16:01
Messaggi: 204
Giullare is offline 







italy
MessaggioInviato: Mer Lug 18, 12:30:59    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

I Purana dicono che la Terra ha impiegato 4.354.560.000 di anni (“pralaya” o notte cosmica) per formarsi e divenire abitabile e altrettanto lunga sarà la sua vita. Questa è la durata di un intero “kalpa” (14 manvantara), moltiplicato per 2.

311040000 X 14 = 4.354.560.000 (X 2 =)

Quello dei 4.354.560.000 non è ancora il ciclo più grande, ma si riferisce al nostro universo e non più alla Terra.
Questo numero va moltiplicato per 2, poi per 30, poi per 12 e poi per 100.

Diego, dovresti apprezzare questi “numeri”, poiché stanno alla base di ogni mantra, ma come dicevo sopra è lunga da spiegare. Tempo permettendo aprirò una nuova discussione.

4.354.560.000 numero è molto vicino ha quello che hai trovato su “wikipedia”.

Mentre dello Yantra Sarwasa, dovremo porci una domanda, è veramente andato perduto? Chissà che non sia stato imboscato... Siccome non lo so, insieme a voi rimango con il dubbio.

Quando vi sono citazioni in altre opere i testi perduti, si possono essere in parte ricostruiti. E’ già stato fatto con altre opere… “Indica” di Megasthenes è una di queste.

Citazione:
Megasthenes: born c. 350 BC and died c. 290 BC.
Ancient Greek historian and diplomat, author of an account of India, the Indica, in four books. An Ionian, he was sent by the Hellenistic king Seleucus I on embassies to the Mauryan emperor Chandragupta. He gave the most complete account of India then known to the Greek world and was the source for work by the later historians Diodorus, Strabo, Pliny, and Arrian. The major faults of Megasthenes' work were mistakes in details, an uncritical acceptance of Indian folklore, and a tendency to idealize Indian culture by the standards of Greek philosophy.


FONTE: Megasthenes. (2011). Encyclopædia Britannica. Encyclopædia Britannica Ultimate Reference Suite. Chicago: Encyclopædia Britannica.

Megasthenes 350 a. C., storico e diplomatico greco. Ha vissuto in India nel periodo di Chandragupta della dinastia Maurya. Quello che i greci sapevano dell’India lo devono lui, a una sua opera (“Indica”) in 4 volumi, andata perduta, ma in parte ricostruita attraverso le citazioni di storici greci, quali: Diodoro, Strabone, Plinio, ecc..

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Megasthenes
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Antichi testi Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Vai a pagina 1, 2, 3 ... 11, 12, 13  Successivo
Pagina 1 di 13

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum





Energia Nuova topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008