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Il discreto collasso
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Harlock




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italy
MessaggioInviato: Lun Mag 27, 09:37:41    Oggetto:  Il discreto collasso
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dell'economia italiana.

"Mentre l’attenzione sulla crisi dell’euro è focalizzata principalmente su Grecia e Cipro, non è un mistero che l’Italia - con la Spagna - sia la vera sfida per il futuro della moneta comunitaria. Nel silenzio della stampa internazionale, la condizione della macroeconomia italiana non mostra alcun segno di miglioramento: anzi, numerosi indici ritraggono un’economia nazionale in depressione piuttosto che in severa recessione. Non è esagerato affermare che l’economia italiana sta crollando. L’Italia è la terza economia dell’eurozona, dopo la Germania e la Francia, ed ha contratto il più grande debito pubblico (più di duemila miliardi di euro) che è andato crescendo ad un ritmo sorprendente, persino in tempi recentissimi ed in particolare in rapporto con il PIL (130%), visto che quest’ultimo sta rapidamente contraendosi. Come è possibile che un tale debito sia sostenibile? Infatti non lo è! Per il momento, grazie alla BCE (che ha acquistato 102,8 miliardi di euro di debito italiano tra il 2011 e il 2012) e specialmente al meccanismo LTRO, le finanze italiane hanno potuto essere tenute a galla. Le banche italiane hanno potuto assorbire 268 miliardi di euro di liquidità emessa dalla BCE grazie al programma LTRO, il cui meccanismo è il seguente: "Dato che la BCE non può prestare liquidità agli Stati, eccetto in caso di emergenza estrema e per ragioni di stabilizzazione dei mercati finanziari a breve termine, la presta alle banche che acquistano titoli di credito governativi". E’ interessante notare che LTRO funziona come strumento per permettere il ritiro in buon ordine degli investitori internazionali dall’Italia, specialmente francesi e tedeschi, la cui quota detenuta di debito italiano è passata dal 51% al 35%, facendo sembrare che fossero le banche italiane a ricomprare il debito nazionale. Questo è un segnale importante, che va in senso contrario alla interdipendenza che ci si aspetterebbe nel quadro di un’unione monetaria e di una prossima unione politica dell’eurozona. E’ realistico pensare che molti investitori stiano riducendo sistematicamente la loro esposizione in Europa del Sud, nella speranza che una prossima uscita dall’euro avrà per loro conseguenze meno gravi. Per gli euroscettici significa che, una volta che gli investitori stranieri si saranno ritirati, l’Italia verrà abbandonata al suo destino.
La verità è che lo Stato Italiano è fallito nell’estate del 2011, quando gli interessi del debito nazionale andarono fuori controllo e, come risultato, l’Italia perse l’accesso ai mercati finanziari. Ma, a causa dell’importanza dell’Italia come realtà economica e come DEBITRICE, la BCE e le autorità politiche europee hanno acconsentito alla creazione artificiosa di una parvenza di mercato attorno alla finanza pubblica italiana. L’Italia avrebbe dovrebbe rimanere sotto questa tutela fino a quando la situazione economica interna non fosse migliorata migliori insieme alla fiducia dei mercati per tornare ad accedere al mercato del credito. Ma questo purtroppo non avviene e non ci sono segni che lascino sperare che ciò accada nei prossimi anni. La situazione dell’economia italiana è semplicemente drammatica.
Recentemente è apparso un rapporto che rivela come la crisi attuale (2007-2013) sia molto peggiore di quella del 1929-1934. Nella presente crisi gli investimenti sono crollati del 27.6% in cinque anni, contro il 12.8% della recessione tra le due guerre. Il PIL è sceso del 6.9% contro il 5.1%. L’Italia, il cui comparto manufatturiero è secondo in Europa dietro la Germania, ha perso il 24% della sua produzione industriale, tornando ai livelli del 1980. Nessun dato mostra segni di ripresa. Dal’inizio dell’anno, il Paese ha perso più di 31.000 aziende ed ogni giorno chiudono 167 punti vendita al dettaglio, un’autentica disintegrazione del settore della distribuzione. Il settore dell’auto, uno dei più importanti, non fa che contrarsi: dai 2,5 milioni di vetture vendute nel 2007 siamo giunti ai 1,4 milioni di oggi, come nel 1979 e continuano a scendere. L’edilizia, altro pilastro dell’economia nazionale, è alla rovina: la caduta del 14% nel 2012 è l’ultima di una lunga serie. Le vendite di alloggi sono scese del 29% nel 2012 rispetto al 2011 che fu una catastrofe, fino al livello del 1985 di 440.000, la metà del 2006. L'impatto di questa tendenza sull’impiego è drammatico: la disoccupazione e’ giunta al 12% e sale rapidamente. Mezzo milione di lavoratori sono in cassa integrazione, e appare certo che a breve termine perderanno il loro impiego invece di essere reintegrati nel ciclo produttivo. Lo Stato Italiano si è finora arrabattato per difendere la propria posizione finanziaria per mezzo di ulteriori tassazioni, piccole riduzioni di spesa e altri prestiti. Come illustrato prima, lo schema di questi nuovi prestiti è stato architettato con la BCE e il settore bancario. La tassazione ha raggiunto livelli record, e con la stretta creditizia sta asfissiando l’economia interna. I tagli di spesa sono stati applicati fino ad un certo punto ma, come l’aumento delle tasse, hanno un effetto deprimente sull’economia per non parlare della loro difficile applicazione in un sistema clientelistico per non dire apertamente cleptocratico come quello Italiano.
Sotto la pressione della UE l’Italia si è impegnata a misure rigorose di controllo della spesa pubblica, fino ad introdurre un emendamento costituzionale per farle rispettare. Sembra assurdo ma il bilancio dello Stato appare in attivo se non si considerano gli interessi passivi sul debito, ma questo è dovuto al fatto che lo Stato spesso “dimentica” di pagare i suoi fornitori: lo scoperto nei confronti delle aziende fornitrici ammonta a una cifra oscillante fra 90 e i 130 miliardi di euro. Non è difficile immaginare che, in pochi mesi e malgrado le nuove tasse, il collasso di interi settori dell’economia interna causerà un rapido abbassamento degli incassi di imposte. Visto che non sembra possibile contrarre nuovi prestiti e che in Italia parlare di misure di austerità è una barzelletta, lo Stato italiano si troverà senza vie di uscita possibili e saranno necessarie nuove misure della BCE.
Essenzialmente, una forma di fallimento assistito e controllato. Ma, dati gli ordini di grandezza dell’economia e del debito pubblico italiani, ciò è semplicemente impossibile. In assenza di qualsiasi consenso politico riguardo ad una politica monetaria radicalmente diversa della BCE, il solo scenario realistico sarà quello di una rinegoziazione o di una ristrutturazione del debito, come suggerito da Nouriel Roubini in una precisa analisi pubblicata circa 18 mesi fa. Il collasso della finanza pubblica italiana sta avvicinandosi rapidamente ed avrà un enorme impatto sull’Eurozona e sulla UE."

Versione originale in lingua inglese

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MessaggioInviato: Lun Mag 27, 09:37:41    Oggetto: Adv






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Diego




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MessaggioInviato: Mar Mag 28, 08:46:01    Oggetto:  
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la soluzione tecnica esiste per uscire domani da tutta la recessione e cancellare di fatto il debito pubblico. lo sanno anche i sassi (signoraggio).
ma anche se si riuscisse ad attuare quanto sopra ricordiamoci che l'ignoranza e l'avidità, ma soprattutto l'ignoranza becera, di chi ha una minima posizione di potere renderebbe tutto vano.
sarebbe come cancellare i debiti ad un giocatore d'azzardo senza averlo prima curato. l'indomani tornerebbe a far debiti...
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andré




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MessaggioInviato: Mer Mag 29, 01:04:20    Oggetto:  
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E' una buona disamina della situazione italiana.
La verità è che non è l'Europa la causa del problema, semmai il problema 'Europa ha messo a nudo i problemi strutturali e incancreniti storicamente della società italiana.
Sì è drammatico e la gente finge di non capire(perchè in fondo i problemi se non toccano personalmente,cominciano a toccare al parente, all'amico , all'amico dell'amico) .Mi sembrano le lepri quando di notte se hanno i fari delle auto negli occhi non si muovono. Siamo un popolo inebetito dove la classe politica non ha più il denaro, non ha idee e salvaguarda personalmente se stesso e il partito non il bene del Paese.
Ho letto la disamina post voto di Grillo ed ha ragione.
La metà della popolazione non vota e l'altra metà è divisa fra chi ancora sta bene e l 'altra che sta male.
Siamo arrivati a livelli di tassazione mai avuti in passato per avere sempre meno in termini di servizi. Significa che siamo quasi alla frutta. Mesi dal voto e nulla è stato fatto e intanto chiudono attività che prima facevano circolare denaro e adesso dovranno essere "mantenuti" dallo Stato: altre spese.
Disoccupati e cassintegrati hanno termini temporali di salvaguardia di stipendio e poi?
Il denaro che circola all’interno dello Stato serve a mala pena per mantenerlo ,non hanno denaro per investire.
Le aziende private italiane che vanno bene stanno investendo all’estero perché il nostro mercato è saturo e in depressione.

Quando cominceranno a mancare i denari per coprire gli stipendi degli statali e dei pensionati…..l’assalto al pane.
Intanto altri sintomi di malessere sociale: crescono disperazioni da “fuori di testa” e la criminalità aumenta.
Una intera generazione dovrà andare all’estero a cercarsi il lavoro e intanto da noi arrivano gli africani:è paradossale ma è il segnale della globalizzazione , l’Italia da Paese ricco si sta impoverendo a rotta di colla con lo scambio generazionale in uscita e in entrata di nuovi poveri disperati dall’Africa.
Mi viene in mente un passaggio nel Faust “Si finisce per il dipendere dalle cose create da noi”.
Il monoteismo capitalistico è diventato talmente “naturale” e totalizzante da apparire immodificabile. Siamo noi come umanità che dobbiamo cambiare rispetto ad una cosa creata da noi.


ciao
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Diego




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MessaggioInviato: Gio Mag 30, 12:36:46    Oggetto:  
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Citazione:
Mi sembrano le lepri quando di notte se hanno i fari delle auto negli occhi non si muovono

Citazione:
Il monoteismo capitalistico è diventato talmente “naturale” e totalizzante da apparire immodificabile


cos'altro dire? una volta parlai al mio titolare, assessore di un piccolo comune del trevigiano, di questa serie di problematiche. Risposta? Sì bello, interessante ma "tu che ne sai di politica?".

Queste sono le persone che, a partire dal comune di 7000 abitanti, sono convinti nel loro intimo che la soluzione alla crisi sia all'interno del sistema economico che non solo l'ha generata ma che la genererà sempre in quanto parte integrante del sistema a priori. Come si chiama tutto questo? Caduta tendenziale del saggio del profitto. E' naturale in un sistema capitalistico.

Lo sapete cosa dice la gente ignorante al bar? Politica qua, politica là e "ma che vogliono che prendiamo i fucili?"
L'ignoranza è tale che non solo si spera che il sistema auto-guarisca ma addirittura non considerano nessun'altra alternativa se non la violenza ed il dolore (almeno finché non gli bruciano la casa con moglie violentata e figli).

Signori miei, noi che facciamo? Dobbiamo trovarci da qualche parte per parlare, conoscerci e discutere. Almeno chi vuole muoversi nel proprio piccolo. Altrimenti credo che sarebbe più onesto chiudere tutti questi topic e parlare solo di flotta spaziale di vattelapesca sheran e antichi testi antidiluviani.
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MessaggioInviato: Mar Giu 04, 16:34:08    Oggetto:  
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Io ho iniziato tempo fa a seguire un piccolo gruppo di persone che volevano proporre un alternativa alla politica corrente creando un movimento di persone come noi, motivate al cambiamento in positivo della situazione reale.
in questi due anni ho visto:
pochi fatti e tantissime parole
poche parole e accomodamenti in favore persona e di parenti ed amici
ogni tanto ci si scrive o ci si trova ma impossibilitati, non conoscendo bene i meccanismi del potere politico e di come arrivare a contare qualcosa per poter cambiare qualcosa, a porre le basiper un reale cambiamento , si chiude la riunione con un non dato di fatto.
le idee sono tante e anche valide ma la vita con tutte le sue impellenti problematiche ci prende e ci spezza in tanti piccoli brandelli così che non si sia arrivi mai ad essere una forza dirompente nel panorama italiano.
ovvio non siamo i M5S, loro, guidati dai Grillo e compagno ( e ci sarebbe molto da dire su entrambi) sono riusciti ad avere una visibilità che ha dato i frutti che conosciamo.

ma penso che anche questa non sia la via giusta!
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andré




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MessaggioInviato: Mar Giu 04, 19:02:37    Oggetto:  
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Esperienze di questo genere ne feci ....decenni fa e allora c'era maggiore coscienza.
Oggi, dopo anni di ottundimento mentale dove ognuno "è perso dentro i fatti suoi",lo ritengo quasi impossibile. A meno che la qualità e la conoscenza dei problemi sia alta.
Una cosa ho imparato , attenzione a quelli che sembrano "dalla tua parte".
Al momento giusto ci si trova con la "bandiera" in mano e senza nessuno nei pressi.
Spesso sono proprio coloro a cui vorresti indirizzare positività che invece seguono strade diverse.
L'ho visto ....quarant'anni fa nei movimenti studenteschi e poi .....quando avevo venitdue anni e mi vollero delegato sindacale di base. "Davanti" chiedevano diritti e "dietro" cercavano favori personali.
Non c'è che un percorso di maturazione individuale e se poi ci sono possibiltà di incontrare altri che desiderano fare...bene. Ma senza illudersi...perchè ci si sente male.
ciao
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Diego




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MessaggioInviato: Mer Giu 05, 10:02:14    Oggetto:  
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Le vostre esperienze confortano le mie osservazioni. Il meccanismo classico del "movimento dal basso" ha le stesse probabilità di successo di quelle che ha un bicchiere di ricomporsi. L'ordine naturale delle cose non va certo verso un organizzazione spontanea e gli interessi principali rimangono sempre in agguato e sono inevitabili.
Quello che voglio dire, e che in passato avevo accennato, è che se noi ci impegnassimo in senso classico perderemmo solo tempo. Il nostro impegno deve essere motivato per uno scopo. Non siamo degli stupidi, per quanto si possano avere divergenze di opinione siamo in possesso di una capacità di astrazione e concettualizzazione non comune (e siamo tutte persone che ci riteniamo "normali" o almeno credo^^) e questo vale per il singolo.
Immaginatevi solo il collettivo (non in senso comunista ma collettivo inteso come i Borg di Star Trek) cosa possa essere in grado di fare.
Dobbiamo essere come un laser e non come delle torce. Tanti bei fotoni tutti collimati che remano con forza in una sola direzione alla volta.
Morale: possiamo essere noi l'intellighezia. Aspirare alla politica in prima persona è roba, per ora, da ladri e doppiogiochisti di mestiere. E rubare è un mestiere difficile. Non credo che molti di noi ci riuscirebbero senza venirne travolti o risultarne snaturati nei principi e valori.

il mondo vuole il capitalismo? diamogli il capitalismo. Vogliono dei prodotti? Diamoglieli.

Produciamo noi un bel prodotto e poi vendiamo.

Prodotto = "come governare un paese nel XXI secolo"
clienti = qualche politico "mezzo intelligente", e ce n'è oppure "di primo pelo"

Signori, è il Kaly-Yuga ed anche un pezzo di paradiso non ha valore se non ha valenza commerciale. Cominciamo a vendere l'antica arte del governare a questi bifolchi che ci governano

PS: lo sapete che le palestre che fanno pagare 60-70 € al mese sono più piene di quelle che ne fanno pagare 30?

PS2: perché dare gratis un servizio quando qualcuno potrebbe pagare per averlo?
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