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Harlock




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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 09:38:35    Oggetto:  Default Italia ?
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I danni economici e sociali di un default

Un default, o comunque un problema di reale insolvibilità dello Stato crea delle situazioni così devastanti che impaterrebbero inevitabilmente su tutta l’economia e sulla società. Alcuni Stati americani sono andati in default. In questi Stati i dipendenti pubblici non ricevono lo stipendio, o lo ricevono in maniera non continua. Cosa potrebbe voler dire per i servizi vitali, essenziali? Se alla lunga i vigili del fuoco non vengono pagati, solo per fare un esempio, cosa succede? O le guardie forestali, la polizia, i medici.

Per capire quello che la crisi sta già provocando, ci vorrebbero una serie di statistiche che non ci sono, come quelle dei suicidi e omicidi in famiglia. E se venissero fatte probabilmente metterebbero in luce che le tensioni sociali si stanno annidando e sfogando proprio nelle famiglie, oltre che sui tetti delle fabbriche o degli atenei. Quanti giorni di ordinaria follia potremmo vedere, ancora di più se la crisi peggiorasse, dove una persona che fino al giorno prima sembrava tranquilla, se sottoposta a un’infinità di tensioni ad un certo punto fa cortocircuito, e via…

Nell’arco di due generazioni l’Italia è passata da una situazione in cui la seconda guerra mondiale era appena finita, con le devastazioni che aveva portato, la maggioranza della popolazione era analfabeta, lo squilibrio sociale era formidabile e gran parte della popolazione doveva ancora spaccare le zolle della terra per ottenere un gramo e sudatissimo reddito, a una situazione moderna dove c’è un sostanziale e diffuso benessere, inteso come capacità di soddisfazione delle cose della vita. Adesso è un paese che può sprofondare e tornare a una dimensione molto più basica.

Come evitare che la crisi peggiori - Prima di andare in default accadrebbero tante cose. Il default è l’ultima ratio, e non è raggiungibile se non asintoticamente, un po’ alla volta. Il problema è che, da osservatore, vedo una incoscienza generalizzata e gravissima. Il futuro non sarà un proseguimento più o meno uguale al passato se non si interviene in maniera lucida, intelligente, capace, professionale, strategica, equilibrata.

Le situazioni di privilegio devono essere abbattute, le riforme utili vanno fatte, deve essere imposta una politica europea di risparmi, ad esempio nel fare l’esercito dell’unione europea, si deve realizzare una reale politica fiscale comune, e per noi sarebbe una pulizia mentale e logica molto utile e non potremmo che beneficiarne in maniera incommensurabile vista la semplificazione fiscale che potremmo ottenere.

Quale rapporto tra Stato e mercati finanziari - I mercati, da questo punto di vista, li si dovrebbe un po’ spegnere. Perché i mercati non sembrano oggettivi. Sembrano più irrazionali e più emotivi di tutto il resto del sistema economico messo assieme. In certe occasioni converrebbe depotenziarli.

Per uno stato che voglia esercitare una dominanza politica sui mercati finanziari gli strumenti sono infiniti. Ma non rincorrendoli accendendo e spegnendo a ritmo di samba le vendite allo scoperto. Il mercato dei Cds deve diventare un mercato regolamentato, ad esempio, e bisogna mettere la Tobin Tax, ci vuole una demoltiplicazione dei poteri delle multinazionali finanziarie. Ricordiamoci che in altre epoche si erano spezzettati gli oligopoli. Ma gli esempi potrebbero essere molti di più.

Italia, Europa, mondo - Tutto questo andrebbe fatto a livello nazionale, a livello europeo, ma anche internazionale. Perché altrimenti i capitali si sposterebbero verso i mercati meno regolamentati. Una multinazionale finanziaria ci mette un nanosecondo a fare un arbitraggio normativo. E se tutto questo non dovesse accadere, allora ci si avvita, si finisce in un marasma, si sollevano le nebbie.

Manovra recessiva? - Il termine manovra non implica recessività, dipende come viene fatta. Per non essere recessiva deve andare direttamente solo sui patrimoni e non sui redditi. Perché se colpisce i redditi allora finisce col pesare direttamente sulle dinamiche economiche, sui consumi e sugli investimenti. Anche le imposte sul patrimonio impattano sulle dinamiche economche, ma indirettamente.

O Europa o … - In queste contingenze, il privato non può risolvere nulla, lo Stato può risolvere molto. Nell’egoismo del privato, del singolo, delle aziende, delle oligarchie, ognuno squarterebbe la tela a proprio tentativo di vantaggio. Non è con l’egoismo di sodalizi di banche, o di interessi di parte che si salva l’economia, in una situazione che assomma migliaia di miliardi di debiti sparsi nelle varie nazioni. Bisogna dare un salto di qualità agli Stati Uniti d’Europa, e farlo in fretta. Gli Stati Uniti d’Europa devono essere un progetto da guerra economica. Perché lo scenario ci assomiglia, a una guerra: capannoni vuoti, gente che si butta dai tetti, omicidi e suicidi in famiglia. Non è ancora come una guerra vera, ma ci sono situazioni di grande sofferenza emotiva, e non sono poche.


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Default, la parolina straniera che tanti pronunciano con leggerezza, è considerata generalmente una malattia leggera che prima o poi tutti devono fare, come il morbillo, gli orecchioni o la scarlattina.
Niente di più falso. Il livello di sviluppo di una nazione non si misura solo col PIL o con la tecnologia che è in grado di progettare/produrre, ma anche dalla pace sociale, dalla sicurezza che è in grado di assicurare ai propri cittadini. Non solo in termini di repressione della criminalità, ma in termini di certezza delle istituzioni: la legge, l’ordine, l’assistenza sanitaria, la chiarezza nei rapporti di lavoro, la stabilità dei redditi e l’affidabilità che lo stato è in grado di garantire quando fa una promessa ai suoi cittadini.

Fallire non è solo dire: non sono in grado di pagare i miei debiti, ma anche rinunciare di colpo al livello di sviluppo raggiunto con il lavoro di tante generazioni. In queste ore si parla di tutto: iva sociale, prelievi coatti della tredicesima e di un’altra mensilità per tutti i dipendenti e pensionati, eliminazione dell’assistenza sanitaria diretta, abrogazione dell’articolo 18 per garantire una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, posticipo dell’erogazione dei trattamenti di fine rapporto (le liquidazioni, per intenderci).





Si tratta sicuramente di misure efficaci perché garantiscono gettiti e risparmi immediati, sicuri, quantificabili e una sorta di finanziamento indiretto all’industria tramite la possibilità di poter licenziare in tutta libertà e di poter trattenere le liquidazioni. Altro che le fesserie della riduzione dei costi della politica. Solo l’abolizione delle province e delle comunità montane richiederebbe anni per il trasferimento delle competenze, mentre l’eliminazione dei vitalizi causerebbe una pioggia di ricorsi per la negazione di un diritto acquisito. Ora che i creditori bussano alla porta ci vogliono i denari, non le promesse.

Immaginate quale tipo di nazione ci aspetta dopo l’11-11-11, la data nella quale il Sole 24 Ore ha previsto il fallimento per l’Italia. Stipendi prelevati di forza dallo stato, medicine e visite a pagamento, licenziamenti con una semplice letterina prestampata, una cambiale al posto della liquidazione, rischio di poter perdere la casa perché non si è in grado di pagare il mutuo o il fitto. Praticamente la pace civile abrogata da un giorno all’altro.

Certo, magari a chi legge brucia il sedere perché fino a oggi ha lavorato come un ciuco, paga il mutuo e non ha un euro di debito. Perché si dovrebbe trovare precipitato nel terzo mondo senza aver fatto nulla? Questa domanda ha una risposta semplicissima: perché fino ad oggi si è disinteressato di quello che la politica faceva al suo paese. Ha accettato che un gruppo di potere ristretto detenesse il controllo del suo destino mentre lui guardava Valentino Rossi in tv e si è interessato veramente di Berlusconi solo quando c’era da guardare le fotine della Ruby o della Minetti su internet. Si pecca per opere, ma anche per omissioni.

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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 09:38:35    Oggetto: Adv






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Diego




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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 11:16:53    Oggetto:  
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Ho pubblicato sul topic "risveglio" una mia considerazione sul alcune probabili tempistiche di cambiamento. Un ordine di grandezza come quello da me proposto, 25 anni, prevederebbe di sicuro nel frattempo il fallimento del nostro paese se le cose restassero come sono.
Il problema è secondo me non tanto il capitalismo inteso come nella nostra quotidiana ignoranza lo viviamo, quanto la finanza. Nel secolo scorso c'è stato molto dolore per aver imposto con la violenza un modello economico che va bene forse per le api ma non per gli uomini e soprattutto perchè dobbiamo
renderci conto che l'uomo tende a rubare il pane al suo prossimo. In questo il cosìdetto "libero mercato" è una vera manna perchè nessuno ti impone cosa comprare e se sei troppo caro non vendi nulla. Ma queste sono solo belle parole. Nemmeno i cittadini vivono i soldi come mezzo di scambio ma piuttosto
lo vivono come bene ultimo, come fine e scopo della loro esistenza. Domanda: e se il nostro sistema economico avesse due velocità? uno così come lo vediamo oggi, chi vuole "tuffarsi" nel capitalismo sfrenato lo fa a suo rischio e pericolo. l'altro un sistema in cui la moneta emessa è pagabile al portatore.
Chi si fa garante? ovviamente uno Stato con due @@ grosse così e soprattutto cosa garantisce? istruzione, sanità, sicurezza interna (ad esempio le forze dell'ordine allo stadio sono pagate dalle società di calcio, altrimenti niente pallone che tanto viviamo lo stesso), insomma garantire il minimo indispensabile.
Ed il cittadino? Lui semplicemente sceglie. Io posso lavorare come dipendente per un azienda capitalistica ma poi vivere non utilizzando strumenti finanziari (es. mutui, prestiti). Il denaro prestato semplicemente scompare. Ovviamente questo è un pensiero estemporaneo ma che garantisce due cose:
nessun governo finanziario sopranazionale e multinazionale può decidere di svalutare la moneta e "foxxere" i tuoi risparmi di una vita (e loro sanno che ciò avviene in anticipo e si parano il sedere) ed ovviamente il debito pubblico magicamente scompare perchè semplicemente se non hai i soldi lo stato non compra.
Sfido chiunque a dire che con la metà delle tasse che attualmente paghiamo non riusciremmo ad avere servizi davvero essenziali e di buon livello. I problemi di quanto sopra quali sono?

- la definizione di essenziale (ma si vada in Myanmar e poi si capirà cosa significa essenziale);
- avere uno Stato non castrato
- avere pochi ma davvero condivisi valori umani
- e qui davvero ci vuole: uno sguardo più che benevolo dal Cielo

il problema non è comunque fare tutto e subito, ma permettere che queste realtà sperimentali possano esistere. Poi se son rose fioriranno...

@Harlock: dobbiamo avere un interscambio più frequente noi
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Harlock




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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 11:22:33    Oggetto:  
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@Diego : Mercoledi' ci troviamo in skype, se ti vanno due chiacchere volentieri.
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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 11:41:22    Oggetto:  
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non ho internet a casa e scrivo clandestinamente dal lavoro Wink pensa te se mi collegassi con skype...ehehe^^
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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 11:48:39    Oggetto:  
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Leggevo in questi giorni che i titoli di stato greci sono pagati al 70 per cento d'interesse. Vuol dire che una persona, facendo un esempio, per pagare i propri debiti fa altri debiti e alla fine gli tocca pagare cifre insostenibili fino al crack.
Il sixtema mondiale è fondato sul debito e sulla interdipendenza economica: questa è la sua forza.
Significa che qualcuno , sixtema finanziario, altri stati (come la Cina) stanno rastrellando dal mercato i debiti di altri, così avrà più potere economico e contrattuale sui tavoli mondiali dove si decidono i destini mondiali..
L'asse franco-tedesco che tiene in piedi l'Europa sul piano economico e politico ,non può permettersi di lasciare in default gli stati perchè ci rimetterebbero anche loro, essendo la valuta unica l'euro. Un suo deprezzamento impoverirebbe anche la loro economia. Gli Usa guardano anche loro preoccupati all'Europa, troppi scambi commerciali e storici, ne risentirebbero inequivocabilmente. La Cina che sta bene, come ho detto, non ha interesse che i mercati si deprimano, perchè deve esportare i suoi beni sui mercati mondiali.
Questo è il potere del sixtema di mercato, dove negli ingrinaggi ci cadono le persone semplici i cittadini che perdono lavoro e sostentamento per il supremo valore mondiale del dio denaro.
La Germania ha al suo attivo l'esperienza avuta con l'annessione della Germania Est alla "caduta del muro" del 1989.
Chi fa questo esempio e diversi ne ho letti, dimentica che era unico stato politico e organizzativo. L'Europa è una accozzaglia di stati con interessi paricolaristici e senza unità politica: è un semplice mercato con una unità comune di scambio, l'euro.
Tempo fa dissi che ero curioso di vedere quali soluzioni avrebbero cercato per risolvere le crisi, la risposta è con le solite ricette. Devono rifinanziare il debito degli stati che rischiano il default prendendoli dalle tasse, dai contributi che ogni stato dà all'Europa. Quindi il problema è che il mercato sta drenando denaro che invece di andare ad investimenti per sviluppare sta finanziando il debito , del debito, del debito... Non hanno nemmeno capacità di inventiva e di costruzione di nuovi approcci ai soliti problemi capitalistici. E intanto i popoli pagano : perchè alla fine è il comune cittadino che paga e pagherà.
Vedremo fino a quando questo equilibrio di forze riesce a tenere in piedi staticamente "la costruzione" del sixtema nonostante il sisma economico continui a sollecitarne il baricentro.
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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 12:19:51    Oggetto:  
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Inutile che ripeta il mio pensiero, tanto penso si sia già capito.

Tutto cio' è propedeutico all'instaurazione di un nuovo NWO, che si insedierà appunto distrutturando e ristrutturando l'attuale sistema (sixtema).

In un periodo di crisi e miseria generale sarà molto piu' semplice far accettare alla gente determinate imposizioni che altrimenti avrebbe rifiutato, specie se la si spaccia per la panacea di tutti i mali (Rfid ? Maybe)

Cose già dette e scritte migliaia di anni fa e raccolte in un vecchio tomo polveroso chiamato Bibbia.

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Ultima modifica di Harlock il Mar Ott 11, 13:50:57, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 13:16:44    Oggetto:  
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E come se non bastasse una novità dell'ultima ora :

Riforma fiscale, allarme Corte Conti Non coperta, tassare beni reali

No a tagli lineari delle agevolazioni, sarebbero recessivi. Tassare beni 'personali e reali'

11 ottobre, 12:51

ROMA - La riforma fiscale non ha copertura, anche perche' parte delle entrate sono state usate dal decreto di agosto. Bisogna quindi tassare beni ''personali e reali'', evitando i tagli lineari alle agevolazioni che ''sarebbero recessivi''. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino alla commissione Finanze della Camera.

Un taglio della spesa sociale, così come è prefigurato dal ddl delega di riforma fiscale e assistenziale, è "difficilmente da percorrere", perché finirebbe per colpire i ceti più deboli e in più avrebbe gli stessi effetti negativi per l'economia del Paese "di quelli derivanti da un prelievo fiscale eccessivo e distorto". Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, alla commissione Finanze della Camera, che sta esaminando il provvedimento.

fonte ansa.it


Corte dei Conti boccia la riforma fiscale: esiti e copertura incerti

Il giudizio del presidente della Corte dei Conti arriva nel corso dell'audizione sul ddl delega per la riforma fiscale, in commissione Finanze alla Camera. In particolare, spiega Giampaolino, le incertezze derivano dalle decisioni ''assunte d'urgenza per fronteggiare le recenti turbolenza economiche'' che hanno comportato ''un'ulteriore restrizione degli spazi utilizzabili dal riformatore fiscale''.



Il presidente evidenzia poi come i nuovi assetti disegnati dal ddl delega prefigurano ''più che una generalizzata riduzione del prelievo fiscale, un'estesa operazione redistributiva''. Inoltre la ''molteplicità e la rilevanza'' degli obiettivi perseguiti dal ddl rendono, secondo la magistratura contabile, ''doveroso interrogarsi sia sull'idoneità dei mezzi di copertura sia sul rischio di un conflitto nella destinazione delle risorse acquisibili''.



Le "incertezze" che gravano sulla copertura del ddl delega per la riforma fiscale rendono "necessario esplorare fonti di gettito nuove, in direzione di basi imponibili personali o reali che non insistano sul lavoro e sulle imprese", osserva Giampaolino il quale, senza parlare direttamente di patrimoniale, lancia comunque dei messaggi che possono essere letti in quella direzione. In particolare vengono sottolineate le incertezze legate alla "praticabilità di una riforma complessiva del sistema di prelievo, in assenza di una concreta identificazione dei necessari mezzi di copertura". Secondo la magistratura contabile il ddl "pur nella genericità e nell'indeterminatezza di gran parte dei criteri direttivi, conserva la sua attualità negli obiettivi di riforma del sistema tributario, in linea con le esigenze di ripresa". Giampaolino ricorda quindi gli effetti finanziari che sono legati alla delega (la clausola di salvaguardia). E sottolinea l'esigenza di approvare "in tempi stringenti" il ddl delega e i relativi decreti attuativi "per impedire che risulti inevitabile l'attivazione della clausola di salvaguardia del taglio automatico e lineare delle agevolazioni".



L'eliminazione dell'Irap, continua Giampaolino, è di ''ardua realizzazione'' ed è in contrasto con il federalismo fiscale, che ''attribuisce alle regioni, nell'ambito della loro autonomia impositiva, la potestà di ridurre l'aliquota Irap''.



Non solo. Il concordato preventivo biennale, previsto dalla riforma fiscale, rischia di ''trasformarsi, in concreto, in una sorta di mero condono preventivo''. La magistratura contabile lancia quindi un altro allarme, legato al concordato preventivo, e le differenze che verrebbero a nascere tra i lavoratori con partita Iva (a cui è destinato il concordato) e gli altri lavoratori come i dipendenti (che non potranno beneficiare dell'imposizione 'scontata'). In particolare Giampaolino sottolinea i possibili effetti di ''discriminazione, costituzionalmente rilevanti, che tale particolare regime impositivo potrebbe provocare nei confronti delle restanti categorie di contribuenti che continueranno a essere assoggettate invece all'imposizione analitica''.



I risparmi che potrebbero arrivare dalla riduzione della spesa, osserva ancora il presidente della Corte dei Conti, rischiano di essere ''in larga parte controbilanciati'' dalle risorse che sarà necessario mettere in campo per assicurare servizi adeguati a una prevedibile impennata del fenomeno della non autosufficienza. La riduzione della spesa sociale, secondo la Corte dei conti, rischia di ''produrre effetti non diversi da quelli derivanti da un prelievo eccessivo e distorto''. ''La strada di una riduzione del perimetro della spesa sociale risulta difficile da percorrere'', spiega il presidente. Ed è difficile prevedere gli effetti delle misure che il ddl prefigura. Inoltre i risparmi effettivamente conseguibili ''dovrebbero risultare effettivamente limitati rispetto alle complessive esigenze poste dal ddl''.



Per quanto riguarda il quadro generale, il presidente punta il dito contro ''le forti incertezze che dominano la situazione economica e che rischiano di aggravare gli squilibri di finanza pubblica''. Inoltre la magistratura contabile sottolinea ''il perdurare di asfittici ritmi di crescita dell'economie'' accompagnati anche da ''crescenti vincoli derivanti dall'impennata del debito pubblico''.

fonte adnkronos

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Ultima modifica di Harlock il Mar Ott 11, 13:51:44, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 13:45:56    Oggetto:  
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Il problema di quando si "taglia" sopratttutto in Italia, che è tardo capitalistica rispetto ai Paesi anglosassoni (inghilterra e germania) e con problemi strutturali e incacreniti poichè mai risolti (il mezzogiorno, infrastrutture , capitalismo paternalistico e familiare) è dove e come.
Il governo tende a dare notizie informali ai mass media volutamente, prima di decretare, per vedere la reazione della popolazione. Han provato sui comuni , province e vari istituti ede enti statali. Si sono aperti "tavoli contrattuali" informali e formali...per partorire il topolino. Perchè in italia è quasi impossibile toccare le "caste" dei privilegiati e le varie corporazioni rappresentate in Parlamento.
Di questo passo è normale che non incidendo drasticamente sulle spese e non avendo dalle entrate(irpeg, irpeg, iva e varie imposte) le coperture necessarie a far sì che il prodotto interno lordo/debito pubblico abbia un rapporto "decente" , di fatto ci pone in una situazione dove lo stato non potrà più garantire servizi e assistenza (toccheranno le pensioni, come al solito, vedrete) e dall'altra non ci sarà sviluèppo economico. La sorte è netta se non ci sarà la "sterzata": recesione senza via di uscita dove le tensioni sociali inevitabilmente prima op oi scoppieranno.
Il "senso di responsabilità" richiamato dalle alte cariche dello Stato significa semplicemente non dare legna da ardere al fuoco della protesta.
Già ora i bilanci di una organizzaazione di 60 milini di abitanti in poco più di 8.000 comuni , province,regioni, e strutture ad esse collegate è insostenibile: non è possibile mantenerla. I costi di esecizio e in conto capitale(stipendi e immobili sono tali che si mangia e non basta quel briciolo di sviluppo (di PIL).
Ecco che appaiono di volta in volta: condoni e vendite di beni demaniali.
Altra presa per i fondelli. Lo stato si dice che siamo noi, lo abbiamo finanziato , hanno comprato beni immobili e acquisiti storicamente (beni artistici e demaniali) e adesso li privatizzano per fare cassa. Ci arriveremo a forme di vendite del "colosseo" o quant'altro (vendita di immagine, mantenimeto dei musei privati)..
...
Il tutto pur di non toccare le fondamenta strutturalmente "scassate" e inique del sixtema.

Una nota ottimistica è che le persone hanno capito più di tempo fa e anche in maniera deideologizzata , che questo sixtema non regge dalle fondamenta.
Manca la reale alternativa. Mi da speranza persone come Diego, si teorizza , si progetta, si hanno idee... e d'altra parte la vita è fatta di tentativi .E se non esisterà una forte pressione propositiva e progettuale allora ha ragione Harlock: si presenteranno i soliti "travestiti" di nuovo con la bacchetta magica a proporre ...la solita pietanza...ma ben condita.
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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 14:04:23    Oggetto:  
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Realisticamente caro Andrè credi che possiamo cambiare le cose soprattutto qui ?

In Italia, rincoglioniti tra calcio, sky, grandi fratelli, veline e scandali di Berlusconi ?

Sei mai andato in piazza a vedere dove sono gli italiani con la I minuscola ?

Rinchiusi in casa lasciando campo aperto a delinquenti extracomunitari, ecco dove stanno !!!

Ti cito un episodio : come comitato di quartiere, per organizzare una manifestazione per la messa in sicurezza di un passaggio pedonale che i bambini devono fare per andare a scuola su una strada percorsa da Tir (Terraglio, Diego dovrebbe conoscerla bene quella strada), siamo dovuti andare a prendere le poche persone che han manifestato, casa per casa nonostante un abbondante volantinaggio.

Chi diceva di non aver tempo, chi diceva "Bravi bravi" ma declinava l'invito a partecipare perchè già impegnati ....

E poi dicono che gli italiani sono pigri !!! Ma non è vero, conducono una FEBBRILE attività !!!

Dove vuoi andare povera itaglietta, non ti restano manco le lacrime per piangere !!!

Alla faccia dei giovani di 18-20 anni morti sul piave per un ideale, per donare ai posteri una patria.... se avesero saputo....

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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 14:11:42    Oggetto:  
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Visto che ci siamo abbastanza sintonizzati sull'argomento, io dico: è chiaro che oramai siamo in viaggio, è probabile che grossi cambiamenti al sistema economico attuale siano impossibili da fare ora come ora. Parliamo di consapevolezza, valori umani etc etc ma è tutto ancora bello sui nostri forum e nei nostri cuori. La domanda è: "se domani dovesse andare a rotoli tutto quanto, in pratica cosa possiamo fare per salvarci la pellaccia nostra e dei nostri cari più prossimi?"

- abitazione: ci sono tre categorie di persone - 1) chi ha la casa pagata 2) chi la sta pagando 3) chi è in affitto; (non so come si possa ripercuotere ma penso male soprattutto per chi ha il mutuo)

- cibo ed acqua: caduta del potere di acquisto e quindi dovremo lottare al supermercato?

- medicine: meglio non ammalarsi mi sa proprio...

- sicurezza: ho un coltellaccio da cucina che so usare, con la katana affilata andrei meglio però...rimane in ogni caso necessario avere almeno un machete e se possibile un'arma da fuoco (ma quella dovrà gioco forza essere rubata a disordini avvenuti a qualcuno che la possiede visto che non ho il porto d'armi). pericolo per i maschietti ma soprattutto per donne e bambini

- lavoro: chi ha un'attività farebbe forse meglio a tirar giù la saracinesca per un po' di tempo..troppo pericoloso...io ad esempio non andrei mica al lavoro...

- risparmi: ovvia corsa allo sportello, conviene penso farsi alzare il tetto di prelievo al bancomat o prevedere un conto corrente estero.

- auto: meglio non usarla e difendere la propria benzina che già c'è dentro.

sinceramente io penso più ad uno scenario pessimista, che sicuramente non si avvererà ma è come il calcio...miri alla champions e finisci in europa league...io miro al massimo e così spero di sopravvivere bene con i miei cari...

ditemi se sono out topic
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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 14:26:29    Oggetto:  
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Ti capisco Harlock, davvero. Ho creduto anch'io soprattutto in gioventù e ho visto speranze, fedi...perdersi nel personale egoistico. Ma non ho perso questa speranza, nonstante tutto. Perchè la storia oltre a insegnare il perpetuarsi sotto diverse forme degli istinti più biechi dell'uomo, violenza, sopraffazione, potere , ho visto anche che lotte fatte hanno comunque prodotto.
La pensione, l'assistenza, la scuola per tutti, sono conquiste e diritti sociali che il potere non ha regalato, sono generazioni passate che si sono battute rischiando anche fisicamente, per la dignità delle persone e della loro esistenza.
Le 40 ore settimanali di lavoro e lo statuto dei lavoratori sono una lotta di diritto , la parità delle donne è una lotta di dignità e diritto.La libertà non è stata regalata è stata conquistata, pezzo per pezzo.
Ci sono momenti storici in cui le persone danno il meglio di sè e altre in cui danno il peggio...come nella vita di ciascuno.
E comunque da sempre anche nella storia esiste un misterioso imponderabile, che è il vero soggetto storico, l'uomo che può fare obbrobbri .. o miracoli.
La differenza che c'è fra questa realtà che viviamo e i nostri propositi si chiama semplicemente speranza e non bisogna mai lasciarla scappare via.Ne morrebbe l'uomo, perchè non avrebbe più vita.
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Ogni epoca ha avuto la sua bella rivoluzione, l'umanità ciclicamente da spallate a destra e sinistra per ridistribuire ricchezza e di solito poi ...fa un passo avanti. Per chi ricorda un po di storia, la rivoluzione francese del 1789 scoppiò perchè allora come oggi, c'era un sistema che stava divorando di più di quello che fosse disponibile a far si che il resto del popolo non si affamasse.
La nota importante che ci riporta ai giorni d'oggi ..è che la rivoluzione scoppiò alcuni anni dopo la grande crisi finaziaria del 1780 e fu proprio da li che tutto partì.
Che dire della rivoluzione russa allora ? Partì anche quella dalla crisi economica del 1905 dove mancava anche il pane.....
La rivoluzione che portò i Nazisti al potere da cosa scaturì? Vogliamo parlare della caduta della Repubblica di Weimar? ancora una volta fu l’inflazione del 1923 e la crisi economica del 1929-30.
Mio nonno diceva; che noi sappiamo quando sorge il sole perchè lo abbiamo visto sorgere nei giorni precedenti.......
Anche qui non servono poteri soprannaturali per prevedere il futuro ...di certo una crisi c'è..di certo c'è un gruppo di potere che vuole sempre di più e molti che hanno di meno...di certo più si va avanti e più chi ha di meno si incavola...di certo passerà qualche mese forse un paio di anni ma poi tante Grecie ci saranno in occidente .
Ma poi tutto si rinnova ....
Smile

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andré




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italy
MessaggioInviato: Mer Ott 12, 08:27:39    Oggetto:  
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E' vero, le condizioni storiche , le premesse delle grandi svolte, sono nate da crisi economiche che generavano malcontento, per non dire fame e miseria.
Ci sono a mio parere due condizioni che stanno mutando rispetto al passato.
La prima è che il livello di consapevolezza, dico in generale, delle persone è cresciuto, per cui la soglia del malcontento è più alta. Per dirla più chiaramente, non ritengo che si arriverà alla fame e alla miseria del quarto stato della rivoluzione francese: basta che cerchino di toccare dei diritti sociali quali l'assistenza , sanità, scuola ( e infatti negli anni danno furbescamente dei "colpetti" non degli affondi , proprio per questo timore che il popolo "si arrabbi").
Il secondo è che anche il potere si è evoluto, sa utilizzare ad arte i mass media, per non informare, per depistare, per non dire rimbambire. Le analisi di psicologia di massa e la comunicazione sono importanti e sanno ponderarle. Altro aspetto è che non esiste più il problema francese della rivoluzione, il problema russo e la relativa rivoluzione così come le premesse tedesche all'avvento di Hitler; nel senso che non si lascia la gestione particolarstica della crisi al governo d i competenza, perchè il potere è sempre più globalizzato e mondializzato e lo si vede negli interventi verso gli stati (Grecia). tutti gl istati hanno accordi, per non dire trattati, con altri gruppi o a livello economico , o politico , o militare
Significa che esiste una matrix del sixtema è sempre più evidente, esistono riunioni di capi di governo, di ministeri del tesoro, della banca mondiale...insomma esistono " socializzazioni dei problemi" a livello mondiale di cui a noi arrivano solo le dichiarazioni stampa. Le interdipendenze del sixtema sono chiare, la"casa" viene puntellata da più posizioni per tenerla in piedi. Si vuol forse che le" caste mondiali" perdano il privilegio che hanno affondando con il sixtema di cui si nutrono?

Questa è la dualità storica: potere conformista e spinta a innovazione.. qualcuno l'ha anche definita "dialettica storica".
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italy
MessaggioInviato: Mer Ott 12, 13:56:17    Oggetto:  
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Caro Andrè, quello che scrivi è abbastanza giusto, anche se le grandi rivoluzioni sono state sempre commisurate allo stato evolutivo delle coscienze, tanto che la rivoluzione francese se rapportata alla crisi del 1929, è stata alimentata da condizioni sociali e culturali molto diverse.
Diciamo che i soggetti se pur allargati in numero, forza e dimensioni di impatto, sono sempre gli stessi; potere politico, potere religioso, potere finanziario e quarto stato .
Le esigenze ed i bisogni variano nelle epoche ma le dinamiche umane sono sempre le stesse sia che si sta in un economia feudale che in un economia globalizzata.
In altri tempi già sarebbe stata strutturata una bella guerra, ma oggi come dici tu gli interessi sono trasversali tra le nazioni ed i loro poteri, per cui le coscienze faranno la loro guerra ad un mondo vecchio per farne nascere uno nuovo.
Quella che sta nascendo, forse sarà la rivoluzione delle coscienze e della consapevolezza per alcuni e quella della tabula rasa per altri meno coscienti, il mix tra questi due anime di popoli produrrà qualche cosa di nuovo ne sono certo.
Chi sa se vedremo lo stato mondiale del nuovo popolo o del nuovo ordine ?
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italy
MessaggioInviato: Mer Ott 12, 15:15:45    Oggetto:  
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certo che lo vedremo...è più vicino di quanto si pensi e a meno che uno non emigri in un atollo sperduto del Pacifico, senza tv e senza cell, vedrà il cambiamento e nè farà parte Cool
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