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PISTIS SOPHIA
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 MessaggioInviato: Sab Dic 17, 22:14:53 Oooh ! PISTIS SOPHIA
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  Annica




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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Pistis Sophia, o Libro del Salvatore, è un vangelo gnostico scritto in lingua copta probabilmente seconda metà del III secolo.
Come altri vangeli gnostici contiene una rivelazione segreta di Gesù risorto ai discepoli in assemblea (inclusa Maria Maddalena, la Madonna, e Marta), durante gli undici anni successivi alla sua resurrezione.
Perduto per secoli, è studiato dal 1772 grazie al codice Askew. Ne sono state ritrovate varianti tra i Codici di Nag Hammâdi nel 1945.

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Se da una parte la Conoscenza è alla base dell’insegnamento di Gesù di Nazareth e molti sono i riferimenti evangelici, d’altra parte, dopo l’esistenza terrena del Maestro, molti scritti apocrifi, di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente, hanno affinato e, per certi versi, reso di difficile interpretazione il messaggio originario di Gesù. La Gnosis di Gesù è una conoscenza che fa riferimento all’uomo, nel suo rapporto con la divinità presente nel suo cuore: L’uomo-donna che conosce se stesso trova in sé l’energia divina che lo spinge ad amare. Nelle parabole evangeliche Gesù parla, in modo molto semplice, proprio del rapporto profondo Dio-umanità.

Nel prosieguo della riflessione gnostica post-apostolica, molti esponenti di questa scuola, ne cito uno per tutti, Valentino, spostano l’asse della Gnosis sulla Conoscenza dei misteri divini, deviando così dal percorso che Gesù aveva indicato per far si che ogni uomo-donna conoscesse se stesso. Da una conoscenza antropologica (Gesù) si passa ad una conoscenza dai forti connotati teologici (Valentino).

La Pistis Sophia è uno di questi documenti che tratta di realtà misteriose, quelle stesse realtà che Gesù racconterebbe di aver incontrato nel suo percorso di Kenosis (abbassamento) dallo stato divino a quello umano (Incarnazione). Ne consegue una descrizione molto difficile da comprendere , dove si racconta che Gesù stesso descriva dettagliatamente tutto ciò che egli stesso ha conosciuto prima di incarnarsi.

Si afferma che Gesù, dopo la sua resurrezione, sia rimasto per ben undici anni con i suoi discepoli, tra cui anche Maria su madre, Maria di Magdala e altre donne, per istruirli sul cosiddetto mondo di luce. Egli parla adesso non più come il figlio dell’uomo ma come il Cristo glorificato che ha la piena Conoscenza. Gesù risorto chiama il Padre con il nome di Primo Mistero.

Riporto una parte di un suo discorso:<< Ecco, io ho indossato il mio vestimento ed ogni potere m’è stato dato dal Primo Mistero. Ancora un poco ed io vi dirò il mistero del Plèroma (la pienezza della vita divina) e il Plèroma del Plèroma; io non vi nasconderò nulla da quest’ora ma vi perfezionerò nell’intero Plèroma e in ogni perfezione di ogni mistero; le quali cose invero sono la perfezione di tutte le perfezioni, il plèroma di tutti i plèroma e la Gnosi (Conoscenza) di tutte le Gnosi che sono nel mio vestimento. Io vi dirò tutti i misteri dall’esterno degli esterni all’interno degli interni. Ascoltate, io vi dirò tutte le cose che mi sono accadute>>.

E così inizia una narrazione di tutte le cose che ha visto e conosciuto nella sua discesa verso il mondo; come sia passato attraverso i globi di luce, gli Eoni che sono stati di emanazione del Primo Mistero. Incalzato dalle domande di Maria sua madre e di Maria di Magdala il Cristo risorto racconta il suo percorso di incarnazione-passione-morte-resurrezione. Negli scritti gnostici in genere, si fa capire chiaramente che la Maddalena sia la sua compagna, la prediletta anche nei confronti degli apostoli, i quali, per questo motivo, specialmente Pietro, la vedono come un’avversaria.

L’itinerario di Sophia è la metafora dell’Incarnazione del Logos: Il distacco dal Plèroma, la Kènosis (abbassamento-annientamento), l’attraversamento di zone tenebrose, vale a dire le sfere celesti dominate dall’Arrogante (il male), l’abbassamento estremo verso l’assunzione di un corpo, da cui liberarsi al più presto perché ritenuto una degradazione dell’Energia divina; la passione-morte-risurrezione con forte connotazione redentiva riferita al peccato originale e, infine, la risalita nella Gloria accanto al Primo Mistero.

Questa visione redentiva dell’incarnazione è contraria al messaggio di Gesù di Nazareth. Gesù ha predicato un messaggio, certo di liberazione, non però dal peccato originale ma dalla legge religiosa ebraica che schiavizzava l’uomo e non lo rendeva libero così come invece era originariamente.

E impossibile descrivere tutto l’itinerario che viene raccontato nella Pistis Sophia e così ho cercato di descriverne in breve l’essenziale.

Quasi tutti gli scritti gnostici, ad eccezione del vangelo di Tommaso, fanno riferimento alla Conoscenza dei Misteri divini, mentre l’intento di Gesù era insegnare la Conoscenza del mistero dell’uomo. Il fine è certamente lo stesso: Conoscere Dio e farne esperienza. Ma Gesù ha scelto la strada più semplice: Solo passando attraverso la conoscenza di se stessi si può conoscere Dio. La Gnosis più tardiva rispetto a Gesù ha descritto la Conoscenza di Dio a prescindere dalla Conoscenza di se stessi.

Fonte: il giornaledimontesilvano

Ho fatto un copia incolla... ma solo per introdurre l'argomento che mi sembra molto interessante, credo sia da approfondire... secondo questo testo Gesù dopo risorto insegnò per altri undici anni... addirittura insegnava come liberarsi da una legge schiavista.... pazzesco, ma, secondo me... visto quello che si legge nell'antico testamento biblico ha pure un senso... per capire meglio bisogna spiegare cos'è la gnosi:

DOTTRINA GNOSTICA
Giuseppe Merlino CENNI SULLA DOTTRINA GNOSTICA

Lo Gnosticismo è una dottrina che ebbe il massimo sviluppo nei primi due secoli dopo Cristo. I punti fondamentali del pensiero gnostico sono però molto più antichi per cui spesso si distingue tra uno Gnosticismo Pagano ed uno Gnosticismo Cristiano. In questo periodo si svilupparono innumerevoli sette Gnostiche. La Chiesa Cristiana avversò duramente questa dottrina considerandola una pericolosa eresia, per cui lo Gnosticismo scomparve del tutto nel terzo secolo dopo Cristo, però la dottrina fu segretamente tramandata per tutto il Medio Evo. La recente scoperta a Nag Hammadi di una intera biblioteca gnostica ha però riaperto l'interesse su questa dottrina ed ha fatto nascere il serio dubbio che la dottrina cristiana, definitivamente sistemata nei primi Concili della Chiesa, non corrispondesse al reale insegnamento di Cristo o che quantomeno esistesse una dottrina segreta che Cristo avrebbe comunicato solo ai suoi discepoli ed a pochi altri. In questa nota cercherò di esporre i princìpi fodamentali dello Gnosticismo, comuni a tutte le sette:
L'Universo non ha alcuna realtà. Esso è nato da un Errore a causa di un fenomeno che possiamo chiamare "la Caduta". La Realtà viene chiamata da tutti i pensatori gnostici il Pleroma. Il Pleroma corrisponde bene al mondo delle Idee di Platone. Il Pleroma è formato dall' Uno inconoscibile dal quale discendono una serie di Eoni. Gli Eoni sono entità splendenti e meravigliose. Per gli Gnostici cristiani, uno degli ultimi Eoni è il Cristo. L'ultimo Eone in ordine di gerarchia si chiama Sophia, la sapienza.
Sophia, piena di Amore per l'Uno, tentò di risalire per conoscerlo. Ciò provocò un cataclisma immane: Sophia precipitò in basso e generò Yaldabaoth (Yahve) il Dio creatore di questo mondo e, al di sotto di lui, altri sette Arconti. La figura di Yaldabaoth corrisponde bene al Demiurgo di Platone. Yaldabaoth, ignaro di tutto ciò che era al di sopra di lui creò questo Universo che fù una specie di aborto. Nell'Universo materiale restò imprigionata Sophia. Yaldabaoth sarebbe il Dio della Bibbia. Egli creò l'uomo su questo pianeta: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza". Egli parlava sempre al plurale perchè operava insieme agli Arconti. Però, a sua insaputa, nell'Uomo restò imprigionata la scintilla di Sophia. Adamo, disobbedendo al comando di Yaldabaoth, conobbe la verità cioè che al di sopra di Yaldabaoth era l'Uno supremo inconoscibile ed il mondo reale del Pleroma.
Sophia era angosciata e disperata per cui il Cristo, mosso a pietà, discese attraverso le sette sfere degli Arconti e giunse nel mondo per liberarla ed insegnare agli uomini la vera dottrina. Per questo Yaldabaoth procurò, attraverso il suo popolo eletto, di farlo morire in croce. Ovviamente morì l'uomo Gesù, mentre l'Eone Cristo risalì al Pleroma.
Quanto detto finora può sembrare una favola, ma va inteso nel suo senso metafisico, proprio come la Bibbia non và interpretata nel suo senso letterale.
Dunque questo mondo, creato da un Dio inferiore, è visto dallo Gnostico come il Male metafisico. Lo gnostico in questo mondo è straniero (allogeno). D'altra parte, poichè lo Gnostico conosce la vertità, non è sottoposto alla Legge, per cui ha la più ampia libertà di conportamento.
Compito dello Gnostico è trovare Sophia (la sapienza) e, insieme a Lei risalire nel Pleroma.

Si noti che il tempo è, insieme allo spazio, una delle due categorie con cui la nostra mente ordina i dati che provengono dall'esterno. Nel Pleroma il tempo non esiste per cui quanto esposto avviene qui, adesso ed in ogni istante e lo Gnostico può invertire il movimento e risalire al Pleroma. Questa azione è quella che nell' Induismo e successivamente nel Buddismo viene chiamata l'Illuminazione: è come quando guardando una particolare figura, scopro all'improvviso un'altra figura che si nascondeva nel disegno e vedo il disegno completamente in un altro modo. Poi, se voglio, posso anche rivedere la vecchia figura, ma ormai sono sempre in grado di distinguere la figura nuova. Si noti che il disegno è sempre lo stesso.
Per la dottrina Gnostica la maggioranza degli esseri umani è costituita dagli Ilici che nascono, si riproducono e muoiono vivendo come gli animali o peggio, senza capire niente e vittime delle passioni. Poi c'è una minoranza, gli Psichici, che sono capaci di ragionamento e di conoscere la Verità in via discorsiva. Infine ci sono gli Gnostici, capaci di giungere alla Verità di fatto.
La dottrina è stata conservata gelosamente per tutto il Medio Evo dai Cavalieri Templari e da molti altri ordini cavallereschi. Era conosciuta anche dai Catari che pure vennero sterminati nel Medio Evo.

Nella Bibbia si legge "Io sono un Dio geloso, non esiste altro Dio fuori di me". Niente di più falso per lo Gnostico che, per questa sapienza, sarà sempre avversato dalle Potenze di questo Mondo. Nel Vangelo Gesù dice di rallegrarsi quando ciò avviene.
Dalla morte di Gesù sono stati scritti innumerevoli Vangeli, ma la Chiesa li ha rigettati tutti tranne quattro definendo gli altri "Apocrifi". I più noti degli apocrifi (ritrovati per caso da un contadino a Nag Hammadi) sono il Vangelo di Filippo, Il vangelo di Tommaso, il Vangelo di Verità, il Vangelo di Maria. In tutti questi testi, la dottrina gnostica si evince chiaramente. Ma anche il prologo del Vangelo di Giovanni, sfuggito alla censura della Chiesa, è ricco di significati gnostici. Comunque il testo fondamentale per conoscere appieno la dottrina Gnostica è la Pistis Sophia che recentemente è stata pubblicata in italiano.
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 MessaggioInviato: Sab Dic 17, 22:14:53 Adv
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Grazie annica del bel post!!!
Pistis Sophia è ciascuno di noi nella discesa e nell'ascesa, gli stati emotivi sono le sfere che dobbiamo attraversare? .
Bello!!! questo è un viaggio dentro l'essere?
Così lo percepisco ...potrebbe essere così?

Viva la vita !!!
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 MessaggioInviato: Gio Dic 22, 19:13:15  
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  Annica




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Si Man esattamente Very Happy
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  tita




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davvero interessante cara Annica!
grazie!

...un meraviglioso viaggio dentro l'essere...! Razz

siiiii

...una meraviglia....

LA VITA!


...con Amore...

ci
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 MessaggioInviato: Mar Ott 09, 23:12:57  
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  andré




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Su pistis sophia

Da:
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……Tra i codici di Nag Hammadi, un testo che ha creato non pochi contrasti è quello sulla Origine del Mondo. L'approccio a tale codice, secondo una linea logica può creare sgomento. Il testo, che è un coacervo di simbolismi ermetici, inizia col premettere che prima e più in alto del Caos esiste la Luce primordiale. L'autore non si occupa della creazione degli eoni, per la quale accetta quanto previsto in altri testi gnostici, ma individua un eone particolare chiamato Pistis, ultimo degli immortali. Da Pistis scaturisce Sofia, che analogamente a quanto avviene nell'apocrifo di Giovanni, vuole creare per suo conto. Materializza il suo desiderio che si concretizza in un essere che interpone un sipario fra luce e tenebre. Tale essere visto dal basso appare come abisso o tenebre, visto dall'alto appare come caos infinito.
Detto essere non accetta l'esistenza di qualcosa superiore a lui. Da ciò nascono l'odio e l'invidia ( definita un aborto la cui placenta sarà la materia) e si sviluppano le acque primordiali, il brodo nel quale si svilupperà la generazione dei mondi. La Pistis, sgomenta dal risultato, genera la paura, la quale si getta nella materia primordiale che, in tal modo, sarà animata da tale sentimento. L'arconte, generato con la parola da Pistis, bisessuato, leonino ma ignorante dominatore della materia, sarà Jaldabaoth. Questi, per mezzo del pensiero e della parola, crea sette potenze planetarie e fra questa Sabaoth, il Dio dell'Antico testamento. Inizia una lunga lotta, con fasi alterne tra Sabaoth, aiutato dalla Pistis, e Jaldabaoth, e da questa la creazione dei mondi e del genere umano.
Interessante, in questo schema cosmogonico è la figura di Pistis-Eva, istruttrice dell'Adamo primigenio e che si trasforma poi in Albero della Conoscenza.
Tra le cosmogonie cristiane bisogna ricordare infine quelle d'ordine platonico-pitagorico, fra tutte quella di Filone d'Alessandria, di cui riporto un frammento significativo tratto da "La creazione del Mondo", nel quale compare un geniale incontro fra il Timeo platonico e la Genesi biblica. Il frammento che segue si occupa degli aspetti maschili e femminili del numero e, in particolare, del numero 6:

“...... Il numero più adatto alla generazione è il 6: infatti, dei numeri che seguono all'1 esso è il primo perfetto, giacché è eguale alla somma delle sue parti ed è pure uguale al loro prodotto in quanto la sua metà è 3 e la terza parte è il due, la sesta parte è l'1. Inoltre per sua natura è sia maschio che femmina e contiene in sé, combinate, le caratteristiche dell'uno e dell'altra. Infatti, negli esseri il dispari è maschio, il pari è femmina; dei numeri dispari il principio è il 3, dei pari è il 2 e il loro prodotto è 6. Risultò perciò necessario che il mondo, essendo la più perfetta fra le cose generate, fosse formato secondo un numero perfetto, il 6, e dovendo avere in sé i processi della generazione, che si realizzano tramite l'accoppiamento, era altresì necessario che venisse realizzato sull'esempio di un numero misto, il primo parimpari, che include in sé sia l'idea del maschio che dona il seme come quella della femmina che lo riceve”.





Da : wikipedia
Gli eoni, in molti sistemi gnostici, rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come l'Uno, la Monade, Aion Teleos (l'Eone Perfetto), Bythos (greco per Profondità), Proarkhe (greco per Prima dell'Inizio), Arkhe (greco per Inizio). Questo primo essere è anch'esso un eone e contiene in se un altro essere noto come Ennoia (greco per Pensiero), o Charis (greco per Grazia), o Sige (greco per Silenzio). L'essere perfetto, in seguito, concepisce il secondo ed il terzo eone: il maschio Caen (greco per Potere) e la femmina Akhana (Verità, Amore).
Gli Eoni, ad uno sguardo superficiale potrebbero essere equiparati agli angeli ebraico-cristiani, ma in quanto emanazioni (e non "creazioni") del Dio primo, l'Uno, il Principio, l'Origine, e quindi in quanto esseri divini a tutti gli effetti e non semplicemente spirituali (quali sono gli angeli ebraico-cristiani) sono in realtà equiparabili più correttamente agli Dèi Ipercosmici (cioè "al di là del Cosmo", quindi Dèi risiedenti nell'Iperuranio, l'insieme dei Mondi superiori, il "Paradiso") o Iperuranici del Neoplatonismo. Lo stesso nome Aion o Aeon era il nome di un'antica divinità microasiatica del Tempo e dell'Eternità, fu usato anche come nome della divinità leontocefala del Mithraismo che aveva lo stesso significato. Platone usa il termine Aion per denotare l'Eternità del Mondo delle Idee, nel suo Mito della caverna.
Gli eoni erano spesso rappresentati in coppie maschio/femmina dette sizigie, il cui numero frequentemente raggiungeva le 20-30. Due degli eoni più comunemente citati erano Cristo e Sophia. Gli eoni, nel loro insieme, costituivano il pleroma, la "regione della luce." Le regioni più basse del pleroma erano anche quelle più vicine all'oscurità, ovvero al mondo fisico.
Quando un eone chiamato Sophia emanò senza il suo eone partner, il risultato fu il Demiurgo, o mezzo-creatore (nei testi gnostici a volte chiamato Yalda Baoth), una creatura che non sarebbe mai dovuta esistere. Questa creatura non apparteneva al pleroma, e l'Uno emanò due eoni, Cristo e lo Spirito Santo, per salvare l'umanità dal Demiurgo. Cristo prese poi la forma della creatura umana Gesù in modo da poter insegnare all'umanità la via per raggiungere la gnosi: il ritorno al pleroma.

Da : wikipedia
La linea di demarcazione tra lo gnosticismo ed il panteismo è molto sottile. All'inizio c'era la Profondità, la Pienezza dell'Essere, il Primo Padre, la Monade, l'Uomo, la Prima Fonte, il Dio sconosciuto (in greco Bythos Pleroma, Ouk on Theos, Propator, Monas, Anthropos, Proarche, Hagnostos Theos). Questo qualcosa di indefinibile ed infinito, non era un Essere personale, ma qualcosa di insondabile, di inconoscibile, spiritualità pura. Da questa fonte di ogni essere emanarono (proballei) un certo numero di puri esseri di spirito (Eoni). Nei diversi sistemi queste emanazioni furono chiamate con nomi diversi, ma la teoria dell'emanazione è sempre la stessa, comune a tutte le forme di gnosticismo. Nella gnosi di Basilide vengono chiamati uiotetes, in Valentino formano coppie antitetiche dette syzygoi: Profondità e Silenzio produssero Mente e Verità, questi produssero Ragione e Vita, questi di nuovo Uomo e Stato (ekklesia). Questi Eoni appartengono al mondo puramente ideale, noumenale, inintelligibile. Insieme con la fonte che li ha emanati formano il Pleroma. La transizione dall'immateriale al materiale, dal noumenale al fenomenale è provocata da un difetto, o una passione, o un peccato, in uno degli Eoni. Secondo Basilide, è un difetto nell'ultimo uiotete; secondo altri è la passione dell'Eone femminile Sophia; secondo altri ancora è il peccato del Grande Arconte, o Eone creatore dell'Universo. L'ultima fase di ogni Gnosis è comunque metanoia, pentimento, annullamento del peccato dell'esistenza materiale ed il ritorno al Pleroma.
Nella maggior parte dei sistemi gnostici un ruolo molto importante viene svolto dall'Eone Saggezza, Sophia o Achamoth. In qualche modo, ella sembra rappresentare il principio femminile supremo. Secondo Wilhelm Bousset, la Sophia gnostica altri non è che una trasformazione di Syra, di Ishtar, o di Astarte. D'altra parte, però, generalmente, l'Eone Sophia gioca un altro ruolo: lei è he Prouneikos, "la Lussuriosa", una volta dea verginale, ora, a causa della sua caduta dalla purezza originale è l'originatrice di questo mondo materiale e peccaminoso.
Una delle prime forme di questo mito si trova nella gnosi di Simon Mago. Nel sistema di Valentino, come descritto da Sant'Ippolito di Roma (Libro VI, XXV-XXVI), Sophia è la più giovane dei ventotto eoni. Osservando la moltitudine degli eoni e bramando il potere di generarli, tornò nella profondità del Padre e cercò di emularlo producendo discendenti senza rapporti sessuali, ma produsse solamente un aborto, una sostanza amorfa. Per questo fu espulsa dal Pleroma. Sophia, quindi, concepì una passione per il Primo Padre stesso, o, con il pretesto dell'amore cercò di conoscere l'Inconoscibile e di comprendere la sua grandezza.
Secondo il Pistis Sophia (capitolo XXIX), Sophia, figlia di Barbelos, originariamente risiedeva nel più alto, il tredicesimo cielo, ma fu sedotta dal demone Authades per mezzo di un raggio di luce che lei scambiò per un'emanazione del Primo Padre. Authades, così, la portò nel Caos, dove fu imprigionata da poteri malvagi. Secondo queste idee, quindi, la materia è il frutto del peccato di Sophia. Questa, comunque, era una speculazione di Valentino; nelle più vecchie speculazioni l'esistenza della materia veniva presupposta tacitamente come eterna, insieme al Pleroma. In ogni caso, questa dualità iniziale fu superata dallo spirito predominante dello gnosticismo, l'emanazionismo panteistico. Il mito di Sophia era completamente assente, per esempio, nel sistema di Basilide.
In molti sistemi gnostici esiste una divisione tra "alta saggezza" e "bassa saggezza", minuziosamente descritta da Sant'Ireneo di Lione: Sophia Achamoth, o la Bassa Saggezza, figlia dell'Alta Saggezza divenne la madre del Demiurgo; lei era l'Ogdoad, suo figlio l'Hebdomad.
La salvezza gnostica non è soltanto redenzione individuale di ogni anima umana; è un processo cosmico. È il ritorno di tutte le cose a quello che erano prima che il difetto nella sfera degli Eoni portasse la materia ad esistere ed imprigionasse parte della Luce Divina nel malvagio Hyle (la terra). Il processo della salvezza consiste proprio in questa liberazione delle scintille di luce. Per Basilide, la generazione di Eoni imprigionata nella materia è la cosiddetta "Terza Filiazione", per la cui salvezza Gesù venne al mondo.
In Valentino il processo è straordinariamente elaborato. Quando questo mondo nacque da Sophia a causa del suo peccato, Nous ed Aletheia, due Eoni, dietro comando del Padre produssero due nuovi Eoni: Cristo e lo Spirito Santo; questi riportarono l'ordine nel Pleroma, e, di conseguenza tutti gli Eoni produssero insieme un nuovo Eone, Gesù Logos, Soter, o Cristo, che offrirono al Padre. Cristo, il Figlio di Nous ed Aletheia ebbe pietà della sostanza abortiva nata da Sophia e gli dette essenza e forma. L'Eone Gesù Soter, invece, venne inviato come secondo Salvatore e, attraverso il battesimo, si unì all'uomo Gesù, figlio di Maria. L'uomo, creatura del Demiurgo, consiste in un miscuglio di anima, corpo, e spirito. Lo gnosticismo di Valentino, pertanto, contemplava tre diverse categorie di uomini.
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